Con l’approvazione del Decreto Calabria, alla Calabria nei primi mesi dell’anno doveva essere restituita una certa dignità. La stessa però è stata più volte osteggiata da politiche di disavanzo e da una mancata erogazione dei Livelli essenziali di Assistenza
Si è negato a molti cittadini il diritto alla salute su tutti i fronti. Con l’intervento del Decreto Calabria, che che ha stabilito vincoli precisi su acquisti e forniture, si sono evitate politicizzazioni all’interno del sistema sanitario.

Le Nuove prescrizioni del decreto hanno interessato le procedure di affidamento sotto soglia. Queste sono effettuate con il coordinamento dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac), allo scopo di provvedere all’ammodernamento tecnologico della sanità.
Tra le altre cose, la fase del cambiamento conclamato si è orientata verso la verifica straordinaria sui Direttori Generali degli enti del Servizio sanitario regionale ogni sei mesi. Il fine di quest’ultimo provvedimento è stato quello di decretare l’eventuale immediata decadenza del direttore generale valutato negativamente.
Ma ad oggi, il Decreto Calabria, secondo gli ultimi rumors, non sta funzionando. Tant’è vero che giovedì 1 Agosto il tavolo di verifica interministeriale di rientro del disavanzo della sanità calabrese tornerà a discutere sulla gestione dei bilanci e su come migliorare i livelli di assistenza dei calabresi (LEA).
La riunione del Tavolo Adduce, già slittata nel mese di Luglio, si è resa necessaria a causa del mancato consuntivo 2018, quello complessivo sui conti della salute di Calabria. Colpa di una cattiva gestione a carico dell’Asp di Cosenza e di Catanzaro, che non hanno approvato i bilanci.
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