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Rizzuti ( GD Cosenza): sì primarie per raggiungere l’unità

La dialettica degli ultimi giorni non mi appassiona e penso che tanto meno appassioni la maggior parte dei calabresi, soprattutto perché stiamo assistendo in queste ore a molte dichiarazioni, alcune delle quali danneggiano tutto il partito. Siamo a conoscenza tutti, dei tanti guasti, orrori, inefficienze e negligenze che il Presidente Mario Oliverio e i consiglieri di maggioranza hanno ereditato. E sappiamo altrettanto bene – soprattutto “gli addetti ai lavori” che in queste ultime ore stanno rilasciando dichiarazioni su dichiarazioni – che in questi quattro anni e mezzo è stata svolta una profonda opera di bonifica e di rilancio di tantissimi settori della nostra terra calabra, ed al contempo c’è ancora tanto bisogno di lavorare con, e per, i bisogni e le necessità dei calabresi tutti. Ebbene, puntualmente il dissenso ed il cambio di posizione politica avvengono a fine legislatura, come per incanto.

Michele Rizzuti

Ergo, che sia chiara una cosa: è sacrosanto, oltre che naturale, avere posizioni diverse all’interno di una stessa comunità. È politicamente lecito che le divergenze di vedute emergano nel corso di un tempo medio-lungo, che queste criticità vengano attentamente discusse all’interno degli organi di partito deputati a tale compito, e che queste differenze diventino fattore di ricchezza per la costruzione di un percorso politico unitario. Purtroppo però ciò non avviene nella nostra regione, ma si usano, al contrario, mezzucci di bassa lega e tempistiche perlopiù “opinabili”, per dare vita ad operazioni di sostituzione di ceto politico. Quando invece sarebbe stato fondamentale operare un sano rinnovamento, partendo proprio dalla possibilità di celebrare il congresso regionale del Partito Democratico calabrese e, da lì a poco, utilizzare la piattaforma delle Primarie per confrontare ed edificare, la figura del candidato Presidente del centrosinistra per la regione Calabria. Così purtroppo non è stato.

Siamo agli sgoccioli della legislatura e, le personalità apicali del partito in Calabria (o parte di essi) preferiscono far caciara, buttando via il bambino con l’acqua sporca, piuttosto che cimentarsi nell’esercizio della dialettica politica fra dirigenti della stessa comunità e, trovare uno strumento (che già c’è e si chiama Primarie) nonché la volontà di stare insieme, che probabilmente manca (appositamente).

Per tali motivazioni siano i calabresi, riformisti e progressisti, che si rivedono nel campo del centrosinistra e/o nel mondo dell’associazionismo e di un civismo sano e popolare, a scegliere il candidato Presidente di questo vasto campo tramite la chiamata a Primarie vere di popolo e di contenuti.

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