Crisi di governo, rassegnate le dimissioni di Conte, a seguire le consultazioni al Quirinale
E ‘cominciata alle 10 la seconda giornata di consultazioni al Quirinale. Ad aprire il girone di consultazioni è stato il gruppo di Fratelli d’Italia con a capo Giorgia Meloni, seguito dal Pd (ore 11.21) capitanato da Nicola Zingaretti.
Si tratta di un vero e proprio diario della crisi governativa, che attenderà i colloqui con Forza Italia, Lega e Movimento Cinquestelle nel pomeriggio, guidato da Luigi Di Maio.
Le dimissioni del premier Conte, consegnate nelle mani del capo dello Stato, hanno dato il via alla creazione di un calendario di consultazioni, reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.
Con la rassegna delle dimissioni da parte di Conte, si è arrivati ad un atto finale: il governo giallo-verde non esiste più.
Diario di una crisi, Giuseppe Conte si gioca il ruolo da protagonista: “Il governo finisce qui”
A prendere le redini della crisi in atto è stato Sergio Mattarella che, sotto le vesti di arbitro, ha avviato le consultazioni, a partire da Mercoledi 21 Agosto, sempre al Quirinale, dove hanno cominciato il Presidente Emerito della Repubblica, Senatore Giorgio Napolitano, il Presidente del Senato Casellati e della Camera Fico.
Mentre nella giornata di oggi, a salire sul Colle, sono i gruppi parlamentari, il cui apporto risulta essere determinante per l’eventuale formazione di una nuova maggioranza.
Ieri Mattarella ha incontrato gli esponenti dei gruppi minori (Autonomie, Misto e Leu) che si sono detti favorevoli ad un “governo di svolta”, eliminando l’ipotesi di elezioni anticipate.
Per dirla con Conte:“Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, ma sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile”, tratto da uno scorcio del discorso conclusivo di Conte prima della rassegna delle dimissioni.
Con questa nota emerge il quid della crisi: una crisi che arriva in un momento delicato,altresì è opportuno adoperarsi per assicurare agli italiani nuovi assetti, ma stabili e duraturi.

Sergio Mattarella: le opzioni e il suo ruolo di arbitro e notaio
Nel frattempo, Mattarella ha sollecitato i partiti ad attivarsi in tempo reale, onde evitare un esercizio provvisorio di governo.
Ipotesi di un governo Pd-M5s: E’un’ipotesi che tiene banco, ma Zingaretti prima di rispondere positivamente alla trattativa di un governo giallorosso, ci tiene ad elencare cinque punti che dovranno costituire la base della medesima trattativa.
Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociali, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”. Con questo programma ben delineato e preciso potrebbe avviarsi una nuova legislatura.
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