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Rende, Mauro Stellato di Federazione Riformista: “Manna ha fallito”

Quello sulla gestione delle finanze pubbliche rappresenta per Manna il fallimento più importante. Di recente la deliberazione della corte dei conti che esprime una sonora bocciatura sulla gestione delle finanze pubbliche, per il periodo 2015 – 2018. E’ impossibile evidenziare in sintesi, le varie criticità sulle quali la corte dei conti chiede chiarimenti. L’attuale gestione non è riuscita a centrare uno solo degli obiettivi programmati. Mancato contenimento della spesa, errata gestione dei finanziamenti ricevuti dall’ente, errata quantificazione dei fondi da accantonare, errata gestione dei fondi, mancata adozione di misure necessarie a migliorare le entrate. Nell’attesa e nel rispetto dei tempi di replica del Comune è necessario, comunque, fare chiarezza  sul ruolo che l’attuale sindaco e i suoi, hanno avuto sul risanamento, (o adesso possiamo dirlo, sul mancato risanamento) delle finanze della nostra città, nell’ultimo decennio.

Mauro Stellato

I numeri dicono che il 2013, anno di presentazione del Piano di Riequilibrio Finanziario, è posto a metà di un decennio interamente concentrato al risanamento. Dal 2010, primo anno in cui il comune presentava un disavanzo pari a circa 9 ml di euro, al 2013, la comunità rendese aveva dato soluzione già a oltre il 75% del suo disavanzo, in una azione di recupero che avrebbe portato di li a poco, con quei ritmi, alla soluzione dei problemi finanziari, senza la necessità di ricorrere a strumenti straordinari. Le vicende politiche e la gestione commissariale hanno, di fatto interrotto tutto ciò e avviato la nostra città ad percorso che, vista la recente pronuncia della sezione di controllo della corte, non lascia spazio a dubbi. Manna ha fallito. Ad analizzare i freddi numeri, emerge non solo che Manna ha interrotto tale processo, ma che sotto la sua gestione, l’azione di recupero ha avuto una inversione di tendenza.

Gli anni della prima amministrazione a guida Manna hanno coinciso con una gestione concentrata più sugli equilibri di maggioranza che sulla puntuale e rigorosa verifica degli equilibri di bilancio. La spesa corrente ha avuto nell’intero periodo una costante crescita, le entrate, per come evidenzia la corte in un suo passaggio eloquente ” sono inadeguate non solo a garantire gli obiettivi di risanamento, ma più in generale, ad assicurare la gestione”. Tutto questo ora cade sui cittadini rendesi, gli unici a pagare per tali scelte. Ad oggi, trascorsi sei anni, le tariffe sono ancora al massimo consentito, nonostante le promesse, basate su improvvisazione e incompetenza, di un imminente uscita dal Piano di riequilibrio. I proclami lanciati alle recenti amministrative sull’aver risanato i conti pubblici lasciano oggi spazio agli allarmi di una situazione grave e forse non recuperabile. Cosenza, purtroppo, docet!!!

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