È in corso l’incontro in videoconferenza del governo con i rappresentanti di Confindustria, Confapi, Confimi, Confprofessioni, Ance.
La riunione serve a fare un punto sul decreto di maggio con le misure di sostegno alle imprese per far fronte all’emergenza Coronavirus. L’incontro è stato aperto dai ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, è atteso a breve l’arrivo del premier Giuseppe Conte.
Intanto Gentiloni, sul fronte europeo, avverte che il Pil descrive una crisi più profonda di quella finanziaria di dieci anni fa.
Tutti sono pronti al peggio, cioè a vedere la crescita precipitare nell’Eurozona fino al -8% e nella Ue al -7,5%, come già aveva predetto il Fondo monetario internazionale qualche settimana fa.
Per l’Italia il tonfo dovrebbe aggirarsi tra il -9,3% e il -9,4%, ma c’è anche chi starà peggio, con un crollo fino al 10%.
A Bruxelles questa mattina sono stati presentati i primi dati sull’economia Europea da quando è scoppiata la pandemia da Coronavirus. Nonostante una risposta politica rapida e completa sia a livello Ue che nazionale, quest’anno l’economia europea subirà una recessione di dimensioni storiche.
I dati presentati indicano che l’attività economica in Europa è crollata nelle ultime settimane, e le misure di contenimento messe in campo dai Paesi membri a metà marzo per rispondere alla crisi hanno messo l’economia in uno stato di ibernazione. Vista la gravita di questo shock a livello mondiale senza precedenti, è ora abbastanza chiaro che l’Ue sia entrata nella più profonda recessione economica della sua storia.
La situazione in Italia non è certamente delle migliori a causa del coronavirus
La pandemia inoltrata spingerà la nazione in una “profonda recessione”, con una “rimbalzo tecnico nella seconda metà del 2020”, sostenuto dalle misure del Governo, e una “parziale ripresa” nel 2021; queste le prime stime economiche da parte della Commissione Ue, che vedono il Pil italiano contrarsi del 9,5% quest’anno, e rimbalzare al 6,5% l’anno prossimo. Le stime si basano su una “ripresa delle attività economiche da maggio”, con “graduale normalizzazione”.
Nel 2019 il deficit italiano all’1,6% ha segnato uno “storico livello basso”, ma nel 2020 “il coronavirus lo spingerà all’ 11%“. Nel 2021 calerà al 5,5%. Il debito invece, “stabile” al 134,8% nel 2019, “raggiungerà il 159% nel 2020 e scenderà al 153,5% nel 2021, principalmente per dinamiche del Pil”. L’avanzo primario sarà “negativo per la seconda volta dall’adozione dell’euro, pesando fortemente sul debito nel 2020”.
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