Una fase di stallo per il calcio italiano e anche per il Cosenza che è in attesa come tutte le squadre di conoscere da qui a breve il proprio destino.
La sensazione a pelle, dopo le parole del ministro dello sport Spadafora di ieri, è che la ripresa dei campionati sia veramente difficile visto il protocollo davvero rigido da dover seguire. Forse per la serie A resta qualche piccola speranza,ma per le altre categorie la ripresa appare una montagna irta da scalare.
I calciatori silani finiti gli allenamenti a casa tra le mura domestiche, hanno iniziato a frequentare le “zone verdi” cittadine con piccoli gruppetti di lavoro. Mancano all’appello ancora numerosi calciatori rimasti in quarantena fuori Cosenza, che ancora non hanno fatto rientro in città e non si sa ancora quando lo faranno. In caso di ripresa degli allenamenti di gruppo al momento la società bruzia non ci sembra ancora pronta da un punto di vista organizzativo per riprendere le attività della squadra a pieno regime.
I calciatori e lo staff tecnico nei giorni scorsi hanno chiesto alla società il permesso di ritornare ad allenarsi al “Sanvitino” , autorizzazione al momento negata in attesa di avere il definitivo via dal governo di ripresa delle attività. In verità già molte squadre di serie A e B si stanno allenando da tempo nei propri centri sportivi, la società del patron Guarascio invece resta in attesa degli eventi.
Altro nodo spinoso già affrontato da numerosi presidenti e che presto toccherà anche al numero uno del sodalizio silano sarà l’eventuale taglio degli stipendi e gli accordi da trovare con i calciatori in caso di sospensione definitiva della stagione. Una situazione certamente non facile da gestire per tutti i club. Ancora pochi giorni e capiremo definitivamente se ci sono davvero le reali possibilità di concludere i campionati sul campo, e soprattutto come si regolerà la lega calcio sulle eventuali promozioni e retrocessioni a tavolino: una questione che si preannuncia ancora più complicata del corona virus stesso.
Vai al contenuto




