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Domenico Talarico

Talarico sul Parco Acquatico: “Tanti interrogativi ancora senza risposta”

“Da più di un mese i consiglieri di minoranza hanno chiesto lumi sulla questione Parco Acquatico ed ancora non hanno ottenuto risposta”. Così ha esordito Domenico Talarico, esponente di Attiva Rende, nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Rende.

Talarico lamenta un difetto di forma da parte dell’amministrazione comunale, colpevole di aver fatto passare i trenta giorni canonici, limite massimo consentito in questi casi. “Forse il regolamento viene applicato ad personam, a seconda di chi è il richiedente”. Il focus si sposta poi sul Parco Acquatico: “Alla giornalista Erika Crispo viene addebitata la responsabilità di aver fatto fallire il progetto. In realtà va fatto un passo indietro per capire le reali ragioni di questa debacle: al momento dell’apertura sembrava che l’opera potesse diventare garante dello sviluppo dell’intera area urbana. Purtroppo sappiamo bene poi com’è andata”.

Parco Acquatico di Rende
Parco Acquatico di Rende

Le motivazioni, a detta del consigliere, sono facilmente individuabili: “Tutti conoscevano i soggetti individuati dall’amministrazione comunale per la gestione della struttura Parco Acquatico, costata alla Comunità Europea 17 milioni di euro. Ci fosse stata maggiore attenzione forse la scelta non sarebbe mai caduta sul signor Vivacqua. Qualcuno dovrebbe fare autocritica”.

A questo punto Talarico pone diversi interrogativi: “Era davvero pronta la struttura per essere inaugurata? C’erano tutte le autorizzazioni? Gli spazi erano agibili? Quante persone sono state assunte? (Ancora non conosciamo il numero preciso) Chi ha selezionato il personale? A tutte queste domande chi di dovere deve dare delle risposte. Le attendiamo non solo noi ma i lavoratori ai quali vanno ancora devoluti i pagamenti per le mansioni ricoperte. Maggioranza e minoranza devono prodigarsi affinché vengano soddisfatte le ragioni di coloro i quali hanno lavorato per lunghi mesi nella struttura Parco Acquatico”.

Altri punti oscuri trattati da Talarico: “Improvvisamente la struttura chiude a settembre e non vengono comunicati né rendicontati gli incassi della stagione estiva. Qualche mese dopo i lavoratori chiedono lumi pretendendo, ragionevolmente, un tavolo di concertazione che non viene mai convocato. A dicembre il concessionario avrebbe dovuto depositare una relazione dettagliata sui bilanci, sulla manutenzione delle attrezzature. Così come ci saremmo aspettati di sapere come mai all’interno del Parco Acquatico sono state realizzate una palestra e una pista di motocross laddove non erano previste. Anche queste si sono rivelate domande insolute”.

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