Un fulmine a ciel sereno quello che domenica mattina del 23 agosto, verso le prime luci dell’alba, ha colpito la città di Bisignano e tutte le persone che gli volevano bene: si è spento all’età di 69 anni il dottor Francesco Antonio Cundari
Una persona stimata e ben voluta da tutti. No, non sono le classiche frasi di circostanza che si dicono quando muore una persona. Il dottor Francesco Antonio Cundari era realmente un uomo, un professionista esemplare, amato da tutti i suoi pazienti e dall’intera comunità bisignanese. Un medico vecchio stampo, d’altri tempi. Disponibile in qualsiasi ora del giorno e soprattutto della notte. Amava la sua professione più di ogni altra cosa al mondo: dare sollievo ai suoi mutuati, amici e parenti era la sua missione, una vocazione innata. Incarnava alla lettera ogni singolo passo del Giuramento di Ippocrate, rispedendo al mittente le accuse di chi ha provato a macchiare, senza riuscirci, la sua impeccabile deontologia professionale.
La sua storia
Laureatosi in medicina in giovane età a Napoli, ha condiviso con il suo amico fraterno Carmine Iavarone le stesse passioni e il fermento culturale di quel periodo. Adorava in particolare le civiltà antiche, con un debole per gli Etruschi. Amava assistere alle rappresentazioni delle tragedie greche nei teatri di Siracusa e Segesta. Viaggiare era la sua vera passione. Italia o estero non faceva differenza. Oltre al medico, grazie al suo enorme bagaglio culturale, avrebbe potuto fare altri cento mestieri: lo storico, il professore universitario, il critico d’arte, lo scrittore etcc…Potrei sembrare di parte, visto che, chi scrive è suo nipote, ma “Zio Ciccio” era realmente così. Quando partivamo con lui sapevamo per certo che saremmo tornati con qualcosa in più. Per noi nipoti non è stato difficile capire, fin da subito, che il valore aggiunto di quelle trasferte era proprio lui. Il suo modo di vedere le cose, la sua sete di conoscenza e la sua incessante voglia di condividere e trasmetterci qualcosa. La sua casa a Bisignano potrebbe tranquillamente definirsi un piccolo museo. Piena di ricordi, quadri e cimeli di ogni tipo, che portava da ogni luogo che gli suscitava interesse. La sera quando tornava a casa stanco dal lavoro, non amava particolarmente guardare la televisione. Si rilassava leggendo i suoi libri: dalla fumettistica dell’intramontabile Tex Willer, alla letteratura mitteleuropea. Kafka, Pasolini, Camilleri e tanti altri. Un uomo erudito. La sua scomparsa lascia un vuoto difficilmente colmabile nel cuore dei sui familiari, parenti e amici e di tutta la cittadina di Bisignano, che piange da domenica la perdita di uno dei suoi figli migliori.
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