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Corigliano, ucciso da funghi velenosi, eseguita l’autopsia

L’accertamento è conseguenza dell’iniziativa giudiziaria dei familiari

 

prataiolo 2E’ stata effettuata oggi l’autopsia sul corpo di Dino Falco, deceduto presso l’ospedale “Buccheri-La Ferla Fatebenefratelli di Palermo, dove era stato trasportato d’urgenza dal nosocomio di Corigliano per avvelenamento da funghi.

Secondo i familiari l’ospedale palermitano non avrebbe prestato le dovute attenzioni al paziente,curandolo in maniera inadeguata.

Sconcerto tra gli amici e parenti di Dino che non si danno pace, messaggi di commozione e cordoglio sono presenti sul suo profilo facebook , una morte “incredibile” proprio perchè era considerato un esperto conoscitore e cacciatore di funghi.

Con la famiglia ha sempre avuto la passione dei funghi e nel loro terreno,sito nelle vicinanze del porto di Corigliano, erano soliti raccogliere il prataiolo.Di questo fungo, presente praticamente in tutte le zone d’Italia dall’estate fino all’autunno, ne esiste anche una varietà non commestibile, l’Agaricus Xanthoderma, riconoscibile ,una volta sezionato, dal colore giallo all’interno del piede( la parte sottoterra corrispondente alla radice).Anche l’odoree simile all’inchiostro è una caratteristica di questa specie non commestibile del prataiolo.

La classificazione è affidata ora agli esperti micologi e al personale sanitario competente, ma le prime ipotesi fanno propendere per il consumo dei prataioli della specie non commestibile.

Ancora ricoverati i genitori dell’uomo, in particolar modo la madre, affetta da cardiopatia, è tenuta sotto osservazione.Si aspetta adesso la salma di Dino per poter celebrare il funerale e regalargli l’ultimo saluto.

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