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“Io non ci sto!” La denuncia di un medico di base sulla carenza di vaccini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera pervenuta alla nostra redazione e inviata da un medico di base che denuncia la gestione scellerata della campagna vaccinale.

“Io non ci sto. Io…non…ci…sto! Così iniziò un presidente della Repubblica in un discorso agli italiani. Perdonerete la mia lettera, ma vi sarei grato, che la vostra redazione ne desse lettura.

Mi presento: mi chiamo Antonio De Vuono, sono medico di Medicina Generale nel Comune di Mangone dal 1982, quindi sono convenzionato per questo servizio. Ma sono anche Specialista in Igiene e Medicina Preventiva e Specialista in Malattie Infettive, specializzazioni acquisite con grandi sacrifici , che ho conseguito con l’unico scopo di rendere migliore il mio lavoro e che quotidianamente esercito, e presto, GRATUITAMENTE ai miei assistiti.  E questo, mi perdonerete, lo scrivo non per una “mera” esposizione  di titoli ma per dare una maggiore valore a quello quello che vado a scrivere.

Mi occupo di medicina generale e pertanto seguo quotidianamente i miei pazienti a 360 gradi. Non ho mai chiuso il mio studio, neanche nei periodi peggiori di chiusura del paese. Il mio cellulare è sempre aperto e mediamente ricevo quasi tutti i giorni almeno un centinaio di telefonate e molti pazienti in studio sebbene, in questo periodo, su appuntamento e previa telefonata. Come è giusto e prudente che sia. E non mi lamento. A chi dovrebbero chiamare i pazienti? Seguo i pazienti in studio, a domicilio quando necessario, e seguo con cadenza settimanale o bisettimanali i pazienti allettati, oncologici, terminali senza neanche essere chiamato. Mi fa male sentire i media che dicono che noi medici di famiglia siamo introvabili e vagabondi. Non è vero, non è onesto! E sono pronto a dimostralo se lo riterrete necessario CON NUMERI non con parole.

Ma il problema che voglio sollevare è un altro. Quest’anno sarebbe stato fondamentale iniziare in modo precoce e se vogliamo più incisivo la campagna vaccinale. Voi ricorderete che anche anni fa quando il Covid non esisteva nei mesi invernali si presentava l’affollamento nei pronto soccorso! Quindi una buona e capillare vaccinazione avrebbe, almeno, ridotto gli accessi da “ banale “ influenza, che poi banale non è affatto visto l’alto numero dei decessi che ogni anno provoca. Ma questo non fa notizia!

Ebbene A FRONTE DI UN SOLLECITO DEL MESE DI GIUGNO che richiedeva la nostra adesione, ed una nostra immediata risposta di disponibilità a tutt’oggi NON ABBIAMO VACCINI da somministrare. Ma vi è di più, una parte ci è stata anticipata una ventina di giorni fa e oggi si è scatenata una feroce battaglia nei nostri confronti in quanto avremmo vaccinato amici, parenti, cosa che non corrisponde al vero. Perché abbiamo vaccinato in ordine di arrivo delle persone in studio e comunque privilegiando oncologici, immunodepressi, allettati, bronchitici cronici e via dicendo.

Pertanto con questa lettera voglio pubblicamente denunciare la assoluta inadeguatezza di chi, a tutti i livelli, gestisce questo settore, del mancato approvvigionamento e della mancata distribuzione dei vaccini. E sarebbe giusto ed onesto che la cosa diventasse pubblica perché non è giusto  riversare la solita tempesta di falsità sulla sola categoria professionale che è davvero al servizio del cittadino, sempre presente e reperibile sul territorio.  Basta con lo “shit-storm” sui medici di famiglia.

Io non ci sto”.

Antonio De Vuono

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