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batterio killer

Batterio killer, arrivano le prime assoluzioni

Cesare Ruffolo venne ucciso da un batterio presente nella sacca di sangue usata per una trasfusione. Dopo il rito abbreviato scagionati due dirigenti dell’azienda ospedaliera di Cosenza

Per ora l’unico colpevole della morte a Cosenza del pensionato Cesare Ruffolo è il batterio killer penetrato nella sacca di liquido ematico utilizzata per fargli una trasfusione di sangue. E’ questa la prima decisione del Gup di Cosenza dopo che l’inchiesta portata avanti dai pm Salvatore Di Maio e Paola Izzo aveva prodotto l’incriminazione di medici e dirigenti sanitari cosentini e degli amministratori di un’azienda produttrice di sapone sanitari.

Batterio killer
Batterio killer

In questa udienza sono comparsi quegli imputati che avevano richiesto il rito abbreviato, ossia Mario Giorlè e Maria Maddalena Guffanti, legale rappresentante e direttore di produzione tecnica della ‘Germo spa’ che erano accusati di reato colposo di commercio e distribuzione di sostanze adulterate in modo pericoloso per la salute pubblica, oltre a Pietro Leo e Maria Addolorata Vantaggiato (direttore del dipartimento sanitario di medicina dell’azienda ospedaliera di Cosenza e responsabile del rischio clinico), sotto inchiesta per omessa denuncia di reato.

Questi ultimi due sono stati assolti, mentre Giorlé e la Guffanti dovranno attendere il prossimo 19 gennaio visto che il gup Branda ha disposto un’integrazione probatoria che consisterà nell’audizione del dirigente dell’Istituto superiore di sanità che si occupò delle analisi e accertamenti sui flaconi contenenti il batterio.

Tutti gli altri imputati invece affronteranno il rito ordinario, con l’udienza preliminare che è già fissata per il 14 gennaio prossimo.

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