Nonostante un’estate ricca di eventi sportivi fra Euro 2020, Coppa America e Giochi Olimpici di Tokyo, sicuramente i tifosi di calcio di tutta Italia terranno sempre un po’ di tempo da parte per aggiornarsi sul calcio mercato. Ancor prima di cominciare il mercato dei calciatori, l’Italia è stata protagonista di una “gran valzer” di panchine che ha letteralmente rivoluzionato la Serie A: Simone Inzaghi è passato dalla Lazio all’Inter, Spalletti è approdato al Napoli, Sarri è rientrato in Italia alla Lazio e Gattuso sembrava essersi inizialmente accasato a Firenze. Proprio nelle ultime ore è però giunta la notizia della rescissione bilaterale del contratto tra l’allenatore calabrese e la società.

Un anno e mezzo a Napoli fra alti e bassi, poi la chiamata della Fiorentina
Giugno, luglio e agosto sono solitamente mesi ricchi di movimento nel calcio mercato. Giocatori che vanno, che vengono e che rinnovano, ma quest’anno a tenere banco sono invece gli allenatori, autentici protagonisti di questi mesi caldi. Ha aperto le “danze” Josè Mourinho che si è accordato con la Roma sul finire della scorsa stagione sostituendo Fonseca, Roma che ha ora appunto molte più chance di qualificarsi per la Champions 2022-2023 con la presenza in panchina dello Special One, come confermano le scommesse sportive online. L’altra grande sorpresa è stato l’addio di Simone Inzaghi che andrà a prendere il posto di Conte all’Inter: l’allenatore leccese pur avendo riportato a Milano lo scudetto ha deciso di comune accordo con la società di non proseguire.
Ma in ambito allenatori c’è una terza grande sorpresa, forse quella che ha più risonanza a livello mediatico anche fuori dalla nostra nazione: e cioè che Rino Gattuso non è più l’allenatore della Fiorentina. Il tecnico di Corigliano Calabro viene da un anno e mezzo difficile a Napoli dove il feeling con piazza e presidente De Laurentiis non è mai decollato per via di divergenze legate a contratti di calciatori, e alla tendenza del presidente di “mettere bocca” anche su decisioni tecniche. La mancata qualificazione alla Champions League dei partenopei ha definitivamente accelerato i tempi di una separazione che sembrava tuttavia annunciata da tempo.
Altri precedenti illustri: da Sacchi a Agroppi, passando per Prandelli
Dopo soli 23 giorni termina quindi l’avventura dell’allenatore calabrese alla guida della Fiorentina. L’ufficialità arriva direttamente dalla società di Rocco Commisso, che annuncia la “separazione” prematura sul proprio sito con un comunicato stampa in cui l’ACF sottolinea che mister Gattuso e la società di comune accordo hanno deciso di rescindere il contratto appena iniziato. La panchina della Fiorentina era stata protagonista di un altro addio solo pochi mesi fa, ma per cause differenti: infatti la scorsa stagione Prandelli aveva lasciato il club viola a marzo con una lettera di saluti toccante, in cui palesava l’impossibilità di reggere a “continue pressioni”. Motivazione simile in un altro addio di un allenatore a campionato in corso che riguarda il celebre Arrigo Sacchi, che 22 giorni dopo l’inizio della sua seconda avventura al Parma nel 2001 lasciò per forte stress dopo una partita contro il Verona. In Serie A abbiamo altri casi del genere: Aldo Agroppi ad esempio lasciò il Padova improvvisamente dopo soli tre mesi, mentre Conte lasciò tutti a bocca aperta quando nel 2014 lasciò la Juventus con cui aveva raggiunto grandi risultati.
Lo stress è sicuramente pane quotidiano per gli allenatori di calcio, così come lo sono i dissidi e i confronti con la società, ma due addii anticipati nel giro di pochi mesi, seppure per motivazioni che apparentemente non sembrano avere connessione alcuna, lasciano da pensare.
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