Quando si parla di derivati della cannabis, si apre un vero e proprio mondo. Approfondirne le caratteristiche significa, per forza di cose, discutere di hashish. Se ti stai chiedendo cosa sia e quali siano i suoi effetti, nelle prossime righe di questo articolo, puoi trovare la risposta a questi interrogativi.
Hashish: di cosa si tratta di preciso?
L’hashish è una sostanza psicotropa. Per la sua produzione, si utilizzano le infiorescenze femminili della cannabis. Quando lo si chiama in causa, è necessario ricordare la presenza di un’alta quantità di THC.
Etimologia
Sull’origine della parola “hashish” è aperta da anni una vivace discussione. Di certo c’è che deriva dall’arabo. Controversa è invece la versione secondo la quale il termine italiano “assassino” deriverebbe dalla parola “hashish” in quanto i membri della setta degli ismailiyyah, citati da Marco Polo ne Il Milione, facevano uso di questa sostanza prima di compiere, con la mente annebbiata dai suoi effetti psicotropi, efferati omicidi politici.
Metodi di estrazione
Quando si parla di hashish, un doveroso cenno deve essere dedicato alla produzione e, in particolare, ai vari metodi di estrazione. Entrando nel vivo di questi ultimi, è possibile chiamare in causa innanzitutto il metodo indiano. In questo caso, si ha a che fare con un processo di sfregamento delle cime di cannabis, a seguito del quale è possibile apprezzare l’estrazione della resina.
Nel caso del metodo marocchino, invece, parte tutto dalla pianta essiccata, che viene sottoposta a un processo di sbattitura. A differenza di quello indiano, il metodo marocchino permette di ottenere una quantità più consistente di prodotto. Il contro riguarda il fatto che la qualità è minore. Inoltre, quando si ha a che fare con il metodo marocchino si apprezza la presenza di un dosaggio minore di THC.
Si potrebbe andare avanti ancora molto a elencare i metodi di estrazione dell’hashish. Oltre a quelli appena elencati, possiamo parlare pure del metodo industriale, detto anche olandese. In questo caso, si ha a che fare con l’inclusione della materia prima in procedure in cui viene utilizzata una bassa temperatura. Il risultato è un hashish considerato dagli esperti di alta qualità e caratterizzato da un’alta quantità di THC.
Effetti
Come già detto, l’hashish è una sostanza che si contraddistingue per i suoi effetti psicotropi. Rispetto alla cannabis light, si contraddistingue per dosi molto più alte sia di THC sia di CBD. Questo vale a livello generale. Se si guarda al particolare, un’influenza molto importante è data dalla varietà di cannabis. Giusto per fare un esempio, rammentiamo che l’hashish derivato dalla cannabis di varietà Kush provoca effetti particolarmente intensi.
Come consumarlo
A questo punto, è naturale chiedersi come consumare l’hashish. Questo derivato psicotropo della cannabis sativa può essere innanzitutto fumato. In tali frangenti, si tende a ricordare che l’hashish va mischiato con dell’erba o con del tabacco in quanto da solo risulterebbe troppo pesante.
Le alternative da considerare non finiscono certo qui! Da non dimenticare, per esempio, è la possibilità di consumare l’hashish tramite il bong o la pipa. In questi frangenti, si ha sempre a che fare con processi di combustione.
Se si ha intenzione di mettere da parte questo processo, bisogna chiamare in causa la vaporizzazione. Nel momento in cui la si nomina, è necessario rammentare il suo provocare effetti molto più intensi. Quando si prende in considerazione la vaporizzazione, è necessario considerare anche la possibilità di scegliere vaporizzatori di diverse tipologie, da quello da tavolo, che ha ovviamente dimensioni considerevoli, fino a quello, comodissimo, che si può portare in tasca.
Vai al contenuto




