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Unical, accuse di nepotismo per un contratto mai firmato

A lanciare l’accusa è stato il senatore del Movimento 5 Stelle, Francesco Molinari che ha fatto sapere che un figlio di un professore ordinario ha vinto un concorso all’interno del Dipartimento del DIMES. Secca la smentita del direttore Sergio Greco: “il fatto non esiste perché il contratto non è mai stato firmato

unicalSembra quasi che negli ultimi tempi si faccia a gara nei media locali per gettare discredito verso l’Univeristà della Calabria, così un senatore del Movimento 5 Stelle ha addirittura richiesto l’intervento del Ministro per risolvere la questione che vede un ragazzo, figlio di uno stimato professore dell’Unical, vincere un concorso per una collaborazione esterna.

I tratti con i quali il sen. Francesco Molinari ha trattato la notizia e i media che l’hanno ripresa, volevano dare l’impressione del classico concorso all'”italiana” creato ad hoc per far vincere il figlio del professore. Eppure non è assolutamente così.
L’Università della Calabria ha da tempo delle norme di controllo contro il nepotismo e le applica in modo assolutamente trasparente, come avvenuto anche in questa situazione. Tant’è che il ragazzo risultato vincitore al concorso non potrà firmare il contratto perchè all’interno del Dipartimento lavora già il padre.

La normativa vigente arriva addirittura a considerare fino al quarto grado di parentela ed è per questo che è praticamente impossibile avere all’interno di una stessa struttura situazioni “familiari”.

Spiega il direttore Sergio Greco intervenuto sulla vicenda che: “Vorrei ribadire ancora una volta che il fatto non esiste perché il contratto non è mai stato firmato. C’è stato un bando del DIMES per una collaborazione esterna di euro 9.000. Il concorso conclusosi nel mese di settembre è stato vinto da un professionista il cui padre è professore dello stesso Dipartimento. Il Dipartimento ha ritenuto di non procedere alla firma del contratto ed ha chiesto un parere all’ufficio legale dell’Ateneo. Mi sarei aspettato un plauso al comportamento avuto nella vicenda, ma purtroppo nell’Ateneo c’è qualcuno che cerca di discreditare l’Università imbeccando l’idiota di turno in cerca di pubblicità“.

 

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