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Pierpaolo Bruni

Pierpaolo Bruni, pm scomodo. La ‘ndrangheta progetta un attentato

Clamorose rivelazioni di un detenuto: le famiglie del crotonese e del cosentino sarebbero pronte a colpire il magistrato dalla Dda di Catanzaro lungo la Statale 107

Pierpaolo Bruni, magistrato della Dda di Catanzaro in prima linea contro la ‘ndrangheta, va fermato in tutti i modi. Questo evidentemente pensano le famiglie dei clan cosentini, vibonesi e crotonesi che lui ha contribuito a smantellare. Tanto che per lui era pronto un attentato clamoroso lungo la Statale 107.

Pierpaolo Bruni
Pierpaolo Bruni

E’ la strada che solitamente Bruni, uomo che appare poco ma agisce molto, deve fare per raggiungere il tribunale di Cosenza dove spesso è impegnato nei processi che lo vedono protagonista come pubblico ministero. E proprio lì erano pronti ad attenderlo, almeno stando alle rivelazioni di un detenuto che avrebbe colto in carcere informazioni preziose in questo senso, riferendole poi ad un funzionario della Polizia Penitenziaria.

L’uomo sarebbe stato informato da suoi sodali, ancora liberi, della macchina che solitamente usa il magistrato (una Bmw blindata), con due soli uomini di scorta: lo hanno scoperto, i presunti attentatori, perché da tempo pedinano il magistrato. Sul percorso della superstrada c’è in particolare una galleria dove l’attentato sarebbe più semplice e le famiglie mafiose del crotonese e del cosentino sarebbero già pronte ad agire.

Tutta l’informativa è già stata trasmessa alla Procura distrettuale diretta da Antonio Vincenzo Lombardo, ma non si sa molto di più anche perché l’attività investigativa per arrivare ai mandanti è in corso, tanto che i controlli lungo la 107 si sarebbero fatti molto più serrati.

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