Nella Cosenza che negli ultimi dieci anni ha saputo sperimentare una crescita economica esponenziale grazie alla messa a sistema del suo patrimonio culturale, la prosecuzione della rivoluzione già avviata deve necessariamente passare per politiche del turismo. Che siano integrate fra bellezza e indotto di produttività.
“Continueremo a mettere a sistema tutte le nostre opere, luoghi e monumenti per far crescere ulteriormente il valore turistico di Cosenza”.

Lo dichiara il candidato a sindaco del centrodestra Francesco Caruso, evidenziando: “Con la ristrutturazione di monumenti, palazzi e ponti storici, negli ultimi dieci anni abbiamo creato le condizioni per accrescere il valore turistico della città nel panorama nazionale ed estero. La ricetta è continuare a mettere a sistema tutte queste opere, luoghi e monumenti. Abbiamo già dimostrato come sia possibile rappresentare un modello turistico vincente. Che attrae sempre più visitatori, inseriti in un contesto più ampio, legato anche alla promozione del settore commerciale che a Cosenza costituisce una importante risorsa produttiva.
Dunque tanto è stato fatto e molto ancora bisogna fare”.
L’elenco delle attività e delle opere realizzate nell’ambito di quegli elementi identitari che oggi fungono anche soprattutto da attrattori turistici, è molto lungo:
dalle illuminazioni illuminotecniche al Museo all’aperto Bilotti (a cui sono state aggiunte importanti statue). Passando per il ritrovato Chiostro di San Domenico scenario di eventi esclusivi.
Fino al complesso monumentale di San Domenico che ospita anche il Museo dei BoCs Art, luogo nuovo legato alla produzione delle residenze artistiche posizionate sul lungofiume. Poi il castello di Federico II di Svevia (altro luogo ritrovato della città, un tempo abbandonato, finalmente restituito alla fruizione delle persone), arrivando al planetario “G. B. D’Amico”. Al ponte di San Francesco di Paola progettato da Santiago Calatrava e alle diverse piazze monumento che si uniscono ai tanti attrattori turistici che in questi anni sono stati realizzati a Cosenza.
“Il lavoro di promozione nazionale e internazionale – ne è convinto Francesco Caruso – deve continuare a essere la risorsa principale del complessivo lavoro di marketing territoriale. Legato inevitabilmente alle ricchezze naturali e a quelle enogastronomiche, come ad esempio le colline donnicesi, che producono ogni anno importanti vini, già molto apprezzati dagli esperti del settore”.
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