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Amantea, al Polo scolastico il progetto “Libriamoci”

Amantea, al Polo scolastico la sesta edizione del progetto “Libriamoci”

Presso l’Istituto di istruzione superiore di Amantea, su iniziativa della dirigente Angela De Carlo e con il coordinamento della docente Emilia Di Tanna, ha avuto inizio la sesta edizione del progetto “Libriamoci”.

Amantea, al Polo scolastico il progetto “Libriamoci” 2
Amantea, al Polo scolastico il progetto “Libriamoci” 2

Un’esperienza nata per alimentare il confronto, favorire la lettura ed il dibattito e, soprattutto, consentire agli studenti di entrare in contatto con realtà differenti rispetto ai normali percorsi didattici. “Libriamoci”, come ha sottolineato la stessa preside, vuole essere un “cenacolo gravitazionale” per foraggiare l’interesse ed il desiderio di conoscenza degli allievi, interrompendo la normale serialità delle lezioni, creando così le condizioni migliori per agevolare l’apprendimento.

Ad introdurre questa prima giornata di incontri, il giornalista e scrittore Marcello Romanelli, autore del libro “E vissero felice e distanti”.

Un testo che, come ha avuto modo di sottolineare la stessa referente Emilia Di Tanna, invita alla lettura “tutta d’un fiato”, si offre alle “nuove generazioni in un linguaggio che sentono decisamente vicino”. L’autore non si è risparmiato, raccontando la genesi del volume, nato come contraltare ad una pandemia globale che ha modificato assetti e relazioni, nel quale la scrittura, nel suo caso, ha avuto una funzione decisamente terapeutica.

Amantea, al Polo scolastico il progetto “Libriamoci” 2
Amantea, al Polo scolastico il progetto “Libriamoci” 2

Il racconto si sviluppa attraverso le lettere dell’alfabeto che nelle pagine sono un vero e proprio recinto dell’anima. «Usciamo da questo delirio – ha evidenziato Romanelli – barcollanti, felici e distanti.

Pronti ad abbracciarci quando in tutto il mondo finalmente scatterà il semaforo verde, nella consapevolezza di poter gioire per ciò che abbiamo ritrovato».

Vivo e partecipato il dibattito con gli studenti che, per oltre un’ora hanno incalzato i relatori sulle paure, ma anche sulle aspettative che questi ultimi diciotto mesi hanno prodotto. Le nuove generazioni, ed è questo il dato che i ragazzi hanno voluto evidenziare, hanno combattuto una guerra in silenzio. Il tornare in aula in presenza, per tutti loro, è stato il primo sorriso.

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