Il Teatro Comunale di Mendicino prosegue “Sguardi a Sud”, la stagione teatrale ideata e organizzata dalla Compagnia Porta Cenere con il patrocinio della Città di Mendicino.
Domenica 10 ottobre alle ore 18 è in programma una produzione della Compagnia Scena Verticale, “RE PIPUZZU FATTU A MANU. Melologo calabrese per tre finali” di e con Dario De Luca e Gianfranco De Franco, uno spettacolo liberamente tratto dalla fiaba calabrese Re Pepe raccolta da Letterio Di Francia e dalla riscrittura di Marcello D’Alessandro.

Lo spettacolo è stato programmato in questa data in quanto il 10 ottobre Mendicino partecipa alla sesta edizione della Giornata Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia. Una festa diffusa che quest’anno coinvolge 55 comuni volta a favorire l’incontro tra esperienze diverse e il confronto tra buone pratiche, a loro volta imprescindibili per valorizzare quell’approccio socio-culturale che ciascun Borgo tenta di esprimere nella propria quotidianità amministrativa.
RE PIPUZZU FATTU A MANU
Le fiabe sono il nostro patrimonio comune, la memoria storica dei nostri sentimenti più genuini e primari. Abbiamo scelto di puntare l’attenzione sulla storia di Re Pepe, fiaba nella quale il vero protagonista non è il re del titolo, ma una donna: una reginotta sicura del fatto suo e capatosta. È a lei che siamo debitori, non solo dell’intreccio della fiaba in questione, ma persino del personaggio che dà il titolo alla fiaba, perché un bel giorno, di fronte all’insistenza del padre perché si trovi finalmente un marito, lei decide di prendere farina e zucchero e di impastarselo con le sue mani.
Solo così può essere certa che quello sposo sarà all’altezza delle sue aspettative: giacché, come è noto, di reucci insipidi è pieno il regno delle fiabe. Invece lei ne vuole uno come si deve, ecco perché c’impiega addirittura sei mesi ad impastarlo. “Però non parla!”, commenta il re padre.
Ma lei non si perde d’animo, gli mette un peperoncino rosso sulla bocca e a furia di insistere, lo fa parlare.
Questa fiaba ha echi dell’Oriente e delle “Mille e una notte”, delle storie dei fratelli Grimm e di quelle di Perrault. Ma questa storia ha messo radici in mezzo ai castagni e agli ulivi, profuma di impasti infornati e ha il rumore assordante delle cicale della nostra terra. Dario De Luca dà corpo e voce a questo racconto calabrese; Gianfranco De Franco gli dà una sonorizzazione, fatta di soffi in strumenti a fiato, tradizionali e no, ed elettronica.
Un viaggio che ipnotizzerà lo spettatore accompagnandolo in una dimensione tra l’onirico e il reale.
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