Antonino Spirlì, vicepresidente della regione Calabria dal 15 febbraio 2020, si è visto prendere in mano le sorti della terra calabrese dopo la dipartita della Santelli.
L’inizio del mandato della Presidente Jole Santelli non fu affatto facile. L’epidemia da Covid-19 cominciò a mettere in ginocchio l’Italia intera, compresa la Calabria. La presidente cosentina, appoggiata principalmente da Forza Italia ed eletta il 26 gennaio 2020 con il 55,3% dei consensi contro il candidato del centro-sinistra Filippo Callipo, è diventata la prima donna eletta presidente della Regione Calabria nonché la seconda donna eletta presidente di una regione dell’Italia meridionale e la prima eletta direttamente dai cittadini, sia in Calabria che in tutto il Mezzogiorno.

Il 15 ottobre 2020, all’età di 51 anni, è deceduta improvvisamente (otto mesi dopo il suo insediamento a Palazzo degli Itali) nella sua casa di Cosenza dopo nemmeno un anno di contrasto e di difesa della “sua terra”. A causa di un’emorragia interna dovuta a patologie tumorali di cui soffriva dal 2014.
Lo stesso giorno, la presidenza della regione Calabria è stata temporaneamente presa in carico dal vicepresidente Antonino Spirlì, fino a nuove elezioni avvenute il 3 e 4 ottobre 2021 che hanno visto Roberto Occhiuto trionfare sugli avversari.
Lo stesso Spirlì si è trovato, dunque, a contrastare nel pieno della pandemia la “nuova” e sconosciuta malattia. Prendendo numerose decisioni anche talvolta contestate.
Dopo la prima dose del vaccino somministrata al soggetto 1, oggi l’Italia si trova con 88.182.393 somministrazioni. La Calabria “termina” il mandando di Spirlì con l’89,7% di vaccinati. 2.565.671 le dosi somministrate su 2.861.334 dosi consigliate. Il presidente uscente Spirlì commenta: “A dispetto dei numeri a caso dati da perfetti sconosciuti disinformati!”
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