Dopo la straripante vittoria del Cosenza contro la Ternana allo stadio “San Vito-Gigi Marulla”, Cristiano Lucarelli, ex calciatore rossoblù e attuale allenatore dei rossoverdi, si è presentato davanti ai microfoni della stampa sicuramente rammaricato per la sconfitta subita dai suoi, ma con il cuore pieno d’ amore per una squadra ed una città con le quali non ha mai nascosto di avere un rapporto speciale
Applausi che sono continuati scroscianti anche durante e dopo il match a testimonianza di un legame che è esistito, esiste tutt’ora e che non verrà mai scalfito.
Lucarelli durante la conferenza ha elogiato mister Zaffaroni ed i suoi ragazzi per il furore agonistico messo in campo.
“Il Cosenza è stato bravissimo con il suo atteggiamento a nascondere i suoi difetti e a valorizzare i suoi punti di forza”. Queste le parole dell’ ex attaccante.
Parole d’affetto da parte di Lucarelli per i tifosi rossoblù, molti dei quali ieri mattina si sono recati in albergo per un saluto:” Mi aspettavo un accoglienza dolce da parte dei tifosi, anche perché io non ho mai nascosto i miei sentimenti per questa squadra e per questa città, però sono cose che si è abituati a sentire o prima o dopo la partita ma mai durante – ha affermato il mister, che ha continuato – Mando a tutti i tifosi un grande ringraziamento”
Durante la conferenza Cristiano Lucarelli ha raccontato con tono commosso di essere stato accompagnato nella mattinata di ieri da Kevin Marulla, team manager del Cosenza Calcio, a visitare la tomba del “grande Gigi”, per lui maestro di vita oltre che calcistico
“Io sono arrivato qui che ero un ragazzino, lui era il re di Cosenza – ha raccontato Lucarelli, che ha continuato – Avrebbe avuto tanti motivi per essermi ostili e per non favorire la mia esplosione. Invece, non solo mi ha trattato come se fossi un suo figlio adottivo, ma ad ogni allenamento mi chiamava e mi faceva fare delle esercitazioni, mi faceva tirare in porta, mi insegnava dei movimenti.
Io lo ricordo con un affetto incredibile e porto con me il rammarico di non aver potuto partecipare ai funerali per impegni professionali perché avevo una partita”.
“Tuttora – ha concluso il tecnico rossoverde – non mi perdono di non essere stato presente quel giorno, ma, ogni volta che tornerò a Cosenza, andrò sulla sua tomba perché non è stato solo un grande giocatore ma anche un grande uomo”.
Noi tutti ringraziamo Cristiano Lucarelli per essere testimone di un calcio fatto anche di sentimenti e legami che nessuna distanza potrà mai annullare.
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