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Caso Bergamini, terza udienza: il calciatore morì per soffocamento

Si è svolta ieri 30 novembre, presso la Corte d’Assise di Cosenza presieduta dal presidente Maria Lucente, la terza udienza del processo sulla morte del calciatore Denis Bergamini, scomparso il 18 novembre del 1989.

Donato Denis Bergamini Cosenza Calcio
Donato Denis Bergamini Cosenza Calcio

Come già noto l’unica imputata risulta l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, presente in aula insieme ai suoi avvocati Rossana Cribari ed Angelo Pugliese.

Con la terza udienza si è concluso l’esame del Pm Luca Primicerio nei confronti dei primi 2 dei quasi 200 testimoni chiamati alla sbarra, Ornella Quintieri, ispettrice capo di polizia, e il collega Pasquale Pugliese, che hanno ripercorso le tappe delle varie fasi processuali e investigative relative alla morte del calciatore.

Da quanto riferito da Ornella Quintieri le indagini si sono concentrate sulla gelosia dell’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò.
La Internò, infatti, che sperava in un matrimonio con il calciatore, aveva paura di perdere il fidanzato ed era ossessionata da lui.

E proprio la gelosia è il movente dell’omicidio.
Dopo 32 anni, infatti, non si parla più di di suicidio, ipotesi che stride con le dichiarazioni del calciatore in quella che fu la sua ultima intervista nella quale “esprimeva il sogno di raggiungere la serie A e affermava di amare la vita”.

Il calciatore morì per soffocamento con un sacchetto di plastica messogli in testa, poi venne trasportato oltre il perimetro della piazzola di sosta sulla Statale 106, in posizione supina. In quel punto, un camion l’avrebbe ‘parzialmente sormontato’ e non investito.

“E’ fuor di dubbio che Denis Bergamini sia stato ucciso. Se la responsabilità sia dell’imputata, questo lo chiariremo nella dialettica processuale”. ha affermato l’avvocato Fabio Anselmo, che in questi anni ha seguito la famiglia del giocatore.
L’avvocato ha aggiunto “Un’udienza di formidabile efficacia dal punto di vista ricostruttivo e probatorio di tutta la vicenda.”
Si ritornerà in aula il prossimo 16 dicembre.

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