Arriva nelle sale cinematografiche, giovedì 17 febbraio, il tanto atteso film “Una femmina”.
Prodotto da Attilio De Razza, Pierpaolo Verga e Giampaolo Letta di Medusa e diretto dal regista Francesco Costabile, il film è ispirato al libro “Fimmine ribelli” di Lirio Abbate che, insieme ad Edoardo De Angelis ne è anche sceneggiatore.

La protagonista, Rosa, interpretata esordiente attrice calabrese Lina Siciliano, racconta, attraverso la sua storia, la tragedia di donne, come Giusy Pesce e Maria Concetta Cacciola.
Due donne che, come molte altre, hanno avuto il coraggio di rompere con i legami di sangue ed i codici d’onore della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale che ha saputo, più di tutte, costruire il suo impero sulla “famiglia”, che si è sempre arrogata il diritto di scegliere se lasciar vivere o far morire un suo membro.
Maria Concetta Cacciola, collaboratrice di giustizia, fu barbaramente uccisa nel 2011 dai suoi parenti che la costrinsero ad ingerire acido muriatico.
Nel film “Una femmina”, Rosa, una ragazza inquieta e ribelle, vive con sua nonna e suo zio in un paesino della Calabria, tra monti e fiumare secche. Rosa è orfana di madre, che ha perso da bambina in circostanze misteriose.
La sua quotidianità viene improvvisamente stravolta proprio quando il suo passato comincia e venire a galla insieme ad un trauma che la sua famiglia aveva cercato con cura di mantenere celato.
Quando Rosa si ritrova vittima di un destino già segnato, decide di tradire la sua famiglia e cercare la propria vendetta di sangue.
Ma quando questa famiglia è la ‘Ndrangheta ogni passo può rivelarsi fatale.
Le riprese della pellicola si sono svolte a Verbicaro, comune in provincia di Cosenza, tra maggio e giugno del 2021 per cinque settimane complessive.
“Ho cercato di restituire l’immagine di una Calabria magica, ipnotica, territorio inconscio di qualcosa che è sommerso, che fatica ad emergere e a mostrarsi in tutta la sua bellezza”.
Ha affermato il regista Francesco Costabile, cosentino di nascita, che, sicuramente, questa terra, con le sue meraviglie e i suoi segreti nascosti, conosce molto bene.
Ora spetterà al pubblico giudicare il film, presentato a Berlino nella sezione Panorama.
Se l’opera piacerà al pubblico la Calabria, attraverso il volto di Lina Siciliano, potrebbe diventare il simbolo di una terra forte, capace di ribellarsi, molto lontana dall’idea che ne ha restituito il costoso cortometraggio, che ha fatto tanto discutere, del regista Gabriele Muccino.
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