A causare i dissapori e poi le dimissioni, la nomina a responsabile regionale del sindaco di Diamante e senatore della Repubblica, Ernesto Magorno
La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro”, scrisse un po’ di tempo fa Roberto Gervaso. Alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi, in Italia Viva in Calabria ahimè, direi che aveva ragione.
Abbiamo lavorato tanto, tantissimo chi in prima linea chi come me, in maniera più defilata rispetto ai social e alle riunioni “politiche”. Ho preferito, per com’è per me più naturale incontrare molti amici poco convinti, ho preferito scontrarmi con conoscenti che delusi o disillusi non credevano fosse possibile una politica di cambiamento. Li ho convinti.

Ho detto loro che esisteva davvero una “casa” nuova in cui tutti potevano entrare, ragionare e fare la vera Politica, in cui i giovani potevano e dovevano dire la loro. In cui, finalmente, una classe politica, giovane non solo anagraficamente veniva ascoltata.
Sono riuscita a convincerli ed in tanti sono diventati sostenitori o tesserati anche nella nostra città. Io ci credevo, noi ci abbiamo creduto
È bastato poco e plof tutto è svanito e gli spettri di un recente passato sono ritornati. Lascio anch’io questo partito, come in tanti nella nostra provincia e non solo, anche in un recentissimo passato. Rieccoci ancora con le mie, le nostre “illusioni perdute” e tanta tristezza.
Così in una nota Margherita Ricci, Assessore al welfare del comune di Mendicino, tesserata e componente del comitato Italia Viva Mendicino.
Lunedì scorso le dimissioni del sindaco Antonio Palermo.
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