Nonostante il tanto agognato ritorno alla normalità sia ormai prossimo, il 31 marzo infatti avrà termine lo stato d’emergenza e le misure anti covid19 cominceranno ad allentarsi, per la Calabria quello attuale è uno dei momenti più bui di tutto il periodo pandemico.

Colpa dei comportamenti in molti casi irresponsabili dei cittadini che hanno allentato le misure precauzionali dimenticando, a volte, di rispettare le semplici norme che per lungo tempo hanno permesso la frenata della diffusione del virus.
A ciò si unisce il dilagare della sotto variante Omicron BA.2.
Questa nuova variante è difficile da tenere bada perché più contagiosa dell’originale ed inoltre risulta resistente ai vaccini.
Solo nell’ultima settimana, in Calabria si è registrata una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100 mila abitanti e si è evidenziato un aumento dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente che si attesta sul 20,3%.
I numeri non sono benevoli a Cosenza che risulta la seconda provincia calabrese più colpita con 66.141 casi totali covid19.
Al primo posto troviamo la provincia di Reggio Calabria con 112.243 casi.
Solo oggi nel Cosentino i nuovi casi sono 1138.
Le cifre si mantengono stabili sopra i mille contagi ormai da qualche settimana scendendone al di sotto solo nei fine settimana.
Questi sono i giorni in cui numeri calano in concomitanza con il minor numero di tamponi effettuati e processati.
Altissimo risulta il numero dei contagiati solo tra Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Castrolibero, ma cifre preoccupanti provengono anche dalla costa tirrenica e dall’alto ionio.
La situazione torna ad essere critica all’Ospedale di Cosenza.
L’Annunziata, infatti, si trova nuovamente a gestire l’emergenza con il pronto soccorso al collasso.
E, proprio al pronto soccorso, nelle ultime 24 si sono verificati 4 dei 6 decessi che si contano nella provincia.
Una bomba pronta ad esplodere ed una situazione che mette a nudo, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, le problematiche con le quali quotidianamente pazienti e personale sono costretti a fare i conti.
Soprattutto ora, a causa dell’alto numero di malati che arrivano a bordo delle ambulanza medici ed infermieri sono costretti a turni estenuante per sopperire alla mancanza di personale dovuto anche ai moltissimi contagi anche tra il personale sanitario.
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