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Nuovo ospedale dell’area urbana: intesa fra Montalto, Rende e San Vincenzo la Costa

Nuovo ospedale dell’area urbana: intesa fra Montalto, Rende e San Vincenzo la Costa

Montalto Uffugo, Rende e San Vincenzo la Costa lavoreranno per sostenere l’ipotesi di realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, hub di respiro provinciale, a ridosso dell’Unical.

In attesa di un comunicato ufficiale congiunto dei tre comuni, da quanto si apprende, l’intesa fra i tre comuni sull’ubicazione del nuovo ospedale di Cosenza, sarebbe l’esito dell’incontro che si è tenuto venerdì 22 aprile presso la sala di rappresentanza del sindaco del Comune di Montalto Uffugo.

Nuovo ospedale dell’area urbana: intesa fra Montalto, Rende e San Vincenzo la Costa
Nuovo ospedale dell’area urbana: intesa fra Montalto, Rende e San Vincenzo la Costa

La scelta di questa area sarebbe avallata da ragioni molto razionali e sensate e non da facili campanilismi. Occorre avere una visione precisa, guardare il territorio ed immaginarlo fra 10, 20 e 30 anni. Serve una palla di vetro? Certo che no, ma sicuramente è necessario un esercizio di astrazione netto, scevro da interessi di bottega ma piuttosto sostenuto da un’idea di sviluppo precisa dell’area urbana, della mobilità regionale e del progresso della sanità calabrese.

Fra i tre comuni, quindi, l’intesa c’è e si tratta ora di spingere in questa direzione nelle sedi opportune e con i ranghi superiori. A tal proposito però, alla riunione di ieri non tutti gli invitati hanno risposto “presente”.

Alla tavola rotonda organizzata per discutere del nuovo ospedale dell’area urbana di Cosenza hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni locali, molto locali.

Il 28 marzo scorso, il sindaco Pietro Caracciolo, faceva sapere a mezzo stampa di aver preso l’importante iniziativa, di invitare a Montalto Uffugo i rappresentanti istituzionali coinvolti nelle scelte relative all’ubicazione del nuovo ospedale dell’area urbana cosentina.

Hanno risposto all’invito il sindaco di San Vincenzo la Costa, Gregorio Iannotta, e l’assessore del Comune di Rende, Domenico Ziccarelli, in rappresentanza del Comune di Rende. Regione Calabria e Provincia di Cosenza hanno fatto sapere che per motivi istituzionali non sarebbero stati presenti all’incontro. Erano stati invitati i rispettivi presidenti, Roberto Occhiuto e Rosaria Succurro.

Assenti anche i rappresentanti del Comune di Cosenza e dell’Unical. Assenze importanti che però non hanno scalfito i buoni propositi dell’iniziativa e la discussione posta in essere dai presenti, scaturita in un esito immaginabile per i tre comuni.

Un momento dell'incontro
Un momento dell’incontro

Un esito dell’incontro quasi scontato per quattro motivi sostanziali

Il primo motivo è che non poteva essere altrimenti vista la localizzazione del sito, ricadente nel comune di Rende, a ridosso dell’Università della Calabria e quasi ai confini con i territori di Montalto Uffugo e San Vincenzo la Costa. Non è una questione campanilistica ma vai a trovare un sindaco che con queste condizioni darebbe un parere negativo.

Il secondo motivo è che alla riunione non ha partecipato il sindaco di Cosenza Franz Caruso che, come risaputo, si è già espresso per la soluzione “Vaglio Lise”. L’assenza di un rappresentante del capoluogo bruzio avrà certamente facilitato la discussione propendendo verso l’area a ridosso dell’Unical.

Il terzo è che nei primi giorni di marzo, il sindaco di Rende Marcello Manna ebbe un incontro con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con tema la localizzazione di questa area per la costruzione del nuovo nosocomio “l’ospedale sorga a Rende per il nuovo corso della sanità calabrese di Occhiuto” – disse Manna. Dunque anche Manna si era già espresso in tal senso.

Il quarto motivo è che il terreno individuato è situato all’interno di un’area che nei prossimi anni sarà oggetto di stravolgimenti non solo nei connotati ma soprattutto nelle funzionalità che assumerà nei confronti dell’intera area urbana ed anche della stessa provincia e regione. Nei pressi di questo sito sorgerà il nuovo svincolo autostradale di Rende Nord, la stazione dei treni e nei progetti nazionali dovrà passare l’Alta Velocità. Quest’area diventerebbe centrale quanto lo è Lamezia Terme per tutta la regione, mancherebbe solo l’aeroporto ma in compenso ci sarebbe l’alta velocità e c’è l’Unical.

E proprio gli interessi che maturerebbero con la scelta di tale sito sarebbero enormi per l’Università della Calabria.

Basti pensare che soltanto nell’ottobre scorso, il primo ateneo regionale ha inaugurato il corso di laurea in Medicina e tecnologie digitali, che si caratterizza per il duplice percorso, sviluppato nei due atenei di Arcavacata e Catanzaro, in grado di formare figure capaci di applicare alla professione sanitaria le innovative applicazioni tecnologiche della chirurgia robotica o della telemedicina.

In molti, moltissimi, hanno visto l’istituzione di questo corso come l’apertura di un viatico per portare ad Arcavacata le lauree in professioni sanitarie. Va da sé, che diventa naturale pensare il nuovo ospedale di Cosenza, hub provinciale, a ridosso dell’Unical.

Il futuro

Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’incontro di ieri sera con le posizioni ufficiali dei tre enti presenti all’incontro, non ci sono dubbi che un progetto di tale portata necessita di un coinvolgimento istituzionale multi level.

Non ci sono dubbi, inoltre, che è necessario correre, perché la sanità calabrese ha bisogno di innovazione a 360° e la tempestività delle decisioni in epoca “PNRR” hanno il suo peso.

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