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ASP di Cosenza

Assunzioni all’ASP di Cosenza, critiche dalla CGIL

Il sindacato contesta le regolarizzazioni di massa del ASP senza passare per un concorso e chiede al neo presidente Oliverio di intervenire

Le recenti assunzioni in massa all’ASP di Cosenza hanno scatenato molte critiche. In prima quelle della CGIL di Cosenza che ha manifestato apertamente le sue perplessitá rispetto ad un metodo che sembra ormai radicato nella politica calabrese, non soltanto quella cosentina.
Assunzioni all’ASP di Cosenza, critiche dalla CGIL
Assunzioni all’ASP di Cosenza, critiche dalla CGIL
Così la Segreteria CGIL Cosenza ha deciso di mettere nero su bianco le sue proteste: “Quello che è avvenuto di recente con i provvedimenti sull’assunzioni dei precari all’ASP di Cosenza ed il provvedimento di nomina di nuovi quattro dirigenti alla Provincia di Cosenza da parte del Presidente, sono un’ulteriore conferma che la selezione nel mondo del lavoro attraverso il normale concorso pubblico è diventata un vero e proprio ’optional’. La crisi della partecipazione democratica, espressa in questa ultima tornata elettorale, è la conseguenza più evidente che la  politica e i partiti hanno abdicato alla loro storica funzione di aggregare idee e passione civile per la ricerca del bene comune, ma viceversa sempre di più si  stanno trasformando in comitati elettorali, i quali si preoccupano di tutelare i propri  interessi particolari a discapito di quelli generali”.
Ecco perchè il sindacato confida in un intervento urgente del nuovo governo regionale: “La CGIL confida nelle intenzioni manifestate dal neo  Presidente regionale Mario Oliverio di netta discontinuità con le pratiche clientelari e discrezionali che hanno contraddistinto la politica regionale nelle passate legislature”.
In ogni caso il sindacato non molla: “La CGIL non farà mancare il proprio contributo ad una politica che recuperi trasparenza e competenza nelle scelte che si andranno a compiere  per la  gestione della cosa pubblica e, naturalmente, con altrettanto rigore non farà mancare il proprio dissenso rispetto a pratiche politiche che hanno contraddistinto il recente passato,  le quali hanno relegato la nostra regione agli ultimi posti in tutti gli indicatori sia  economici che sociali”.

 

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