L’ultimo fatto di rilievo che riguarda l’elettrodotto a Montalto risale al 13.09.2019 quando c/o la sala del Sindaco di Montalto Pietro Caracciolo si è tenuto un incontro con i rappresentanti di Terna SpA (proprietaria della rete elettrica). All’incontro, promosso dagli On.li Alessandro Melicchio e Anna Laura Orrico del M5S su sollecitazione del Comitato “Insieme per la Salute”, oltre a Terna hanno partecipato il Sindaco Caracciolo, i rappresentanti del Comitato e il dr. Carlo Tansi già Direttore del Dipartimento della Protezione Civile Calabria.
L’incontro è stato realizzato per discutere delle possibilità di procedere con l’interramento dei cavi dell’alta tensione nei 2 brevi tratti di Pianette e Lucchetta tristemente conosciuti perchè i cavi da 380 kw passano a meno di 50 metri dalle abitazioni ubicate in aree inserite nel piano urbanistico comunale come zone di completamento. In quella occasione Terna, con la sua consueta arroganza, ha escluso la possibilità di poter di procedere con l’interramento dei cavi principalmente per motivi di sicurezza della rete.
Ovviamente di diverso avviso è il Comitato che basandosi su studi commissionati sia dalla Procura della Repubblica di Cosenza (vedi Relazione Maggiolini-Di Massa del 2012) che dallo stesso Comitato a diversi Professionisti (Perizia redatta nel 2005 dal Prof Giancarlo Spadanuda e nel 2010 dal Prof Maxmiliam Caligiuri e altri) ritiene non solo l’interramento fattibile ma addirittura prudenzialmente consigliato al fine di abbattere la pericolosità dei campi elettromagnetici.
Fattibilità dell’interramento fra l’altro sostenuta e suffragata anche dal dr Carlo Tansi il quale ha evidenziato la mancanza di qualsiasi ostacolo di natura tecnica qualora ci fosse la reale volontà di procedere con l’interramento. Del resto a Favazzina, in Provincia di RC, 3 km dello stesso elettrodotto sono stati interrati, oltre ai 45 km di cavo posato sul fondale marino per collegare la Calabria con la Sicilia. Terna in sostanza dunque non intende fare l’interramento a Montalto ma i motivi di sicurezza della rete addotti sono solo pretestuosi. E allora? Ci dovrebbe essere qualcuno che, sulla base delle acclarate criticità presenti sui 2 tratti di Montalto, glielo imponesse.

La Regione Calabria potrebbe farlo. Un primo passo potrebbe essere quello di far inserire le predette criticità, riconosciute dalla stessa Terna SpA ed evidenziate nel Dec. Ministeriale n. 6102 del 7.10.2002, nel Piano di Riassetto delle Rete Elettrica che la stessa Società è tenuta a predisporre come previsto dalla normativa nazionale e così come è stato fatto per esempio per alcune criticità nel territorio del Parco del Pollino di recente dove un tratto di elettrodotto ad alta tensione è stato interrato. Ma la Regione potrebbe farlo perchè tra l’altro esiste una legge del 2005 della stessa Regione Calabria che per gli elettrodotti ne prevede l’interramento o lo spostamento quando attraversano centri abitati, come a Montalto. E poi anche a livello nazionale non mancano i casi in cui Terna su sollecitazione degli enti locali è intervenuta procedendo all’interramento di tratti di elettrodotti simili al nostro.
Ad es. in Provincia de l’Aquila dopo 20 anni di lotte i cittadini sono riusciti ad ottenere l’interramento di un tratto di elettrodotto ad altissima tensione mentre ad inizio anno sono stati avviati i lavori per l’interramento di tratti dell’elettrodotto tra Roccaraso e Rivisondoli. Ancora più recentemente (giugno 2022) sempre a l’Aquila è stato avviato l’iter di autorizzazione per il parziale interramento dell’elettrodotto “Pettino Scoppito” su cui Terna investirà 12 milioni di euro.
Ovviamente anche il Ministero della Transizione Ecologica potrebbe dare un notevole contributo per la risoluzione della problematica sempre su sollecitazione degli enti locali. Il comune di Montalto dovrebbe fare però la parte che gli compete e cioè quanto meno interessarsi, proponendosi come interlocutore titolato nei confronti di Terna ad esempio spingendo per la creazione di quel famoso tavolo di lavoro/tecnico di cui si è parlato nell’incontro del 13 settembre di 3 anni fa.
Inoltre al Sindaco Caracciolo facciamo notare che dopo l’ultimo incontro col n/s Comitato, avvenuto a fine 2019, in cui si era impegnato a prendere contatti con l’ Università della Calabria al fine di individuare una figura che potesse supportare tecnicamente sia il Comune che il Comitato nei futuri contatti (tavoli di lavoro) con Terna, non abbiamo avuto più sue notizie. Adesso però che sono trascorsi quasi 3 anni dall’ultimo n/s incontro e che la pandemia sembra essersi attenuata ci sembra opportuno iniziare ancora una volta a tenere nella giusta considerazione l’elettrodotto a meno che non lo si consideri piu una criticità ambientale per Montalto. Pertanto chiediamo al Sindaco come e più degli anni passati dei fatti concreti come:
- – Formulare precise istanze alla Società Terna al fine di ottenere una volta per sempre la determinazione delle “Fasce di Rispetto” come formulato nella relazione Maggiolini -Di Massa del 2012. Ciò consentirebbe a una parte dei proprietari delle case ubicate in prossimità dell’elettrodotto di poter escludere o meno che le stesse ricadano all’interno di dette Fasce con le relative conseguenze economico-legali;
- – Inserire nel PSC se non lo è già stato fatto la criticità elettrodotto prevededo l’interramento dello stesso;
- – Inserire nel PSC le istanze dei cittadini proprietari dei terreni, interessati dall’attraversamento dell’elettrodotto, volte all’ottenimento del cambio di destinazione urbanistica al fine di evitare di pagare imposte su beni di fatto inutilizzabili ai fini edificatori (oltre al danno la beffa);
- – Inviare con cadenza programmata al Presidente della Regione Calabria e al Ministro della Transizione Ecologica ed eventualmente ad altre Istituzioni da concordare col Comitato , richiesta urgente di incontro;
- – Interessare i medici di famiglia per censire le patologie riscontrabili nei pazienti che vivono in prossimità dell’elettrodotto e monitorare l’evoluzione delle stesse.
Certamente l’immobilismo di un’amministrazione comunale non aiuta a risolvere i problemi, ne tanto meno trascurare o relegare un problema tanto grande come quello dell’elettrodotto ad uno di secondaria importanza o addirittura ignorarlo del tutto, rende lustro alla stessa.
Così in una nota il coordinatore del Comitato “Insieme per la Salute”, Aldo Perri.
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