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Guarascio

Cosenza calcio: “Sulla via di … Guarascio”

Oggi la chiesa cattolica ricorda la conversione di San Paolo.
Che, per chi non ne fosse a conoscenza, cadde da cavallo, folgorato da una luce accecante prima di iniziare il suo percorso di conversione.

Guarascio
Quale altra caduta da cavallo dovrà toccare ancora al presidente Guarascio? Di quale luce ha ancora bisogno per capire che il suo tempo a Cosenza è finito? Sarà sufficiente la protesta di venerdì e lo stadio vuoto di sabato, nonostante l’inutile e tardiva iniziativa delle curve ad un euro, a farlo cadere da cavallo? A farlo scendere da questo piedistallo che lo rende come fuori dal mondo reale, talmente fuori da non vedere che “sono cinque anni che il suo (il NOSTRO) Cosenza è ultimo in classifica”, come gli ha ricordato ieri il buon Totolino Domma! Il quale gli ha anche chiesto di fare ben due passi indietro per il bene della città e dei tifosi. Ma, imperterrito, il presidente ha vaneggiato le solite cose dette e non dette: ha chiesto unità attorno alla squadra quando è lui l’elemento di separazione; ha detto di “aver investito più del giusto”, di non avere incassi dal botteghino (certo, non si hanno incassi se si perseguono strategie che definire sciocche è un eufemismo!) ed è arrivato finanche a domandare chi gli possa dare i soldi per comprare i calciatori di qualità. Quando il buon avvocato Calvelli, con toni pacati ma inchiodanti, ha giustamente fatto notare al presidente che “con le sue disquisizioni e i suoi comportamenti ha fatto si che la città di Cosenza si sia disamorata della squadra” ha incarnato il fulcro di quanto ciascun tifoso avrebbe voluto comunicare. Che dire? La speranza è che finalmente, magari anche grazie ad un aiuto divino, il presidente venga folgorato sulla via di Damasco e decida che è arrivato il momento di convertirsi e cambiare rotta. È davvero l’unico modo per far tornare l’entusiasmo in una città che vive essenzialmente di calcio!

A cura di Luca Aiello

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