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Massimo Belsito

Associazione Rurale Calabrese: si riconosca il cinghiale come animale “nocivo”

L’associazione rurale Calabrese pone di nuovo l’attenzione sull’emergenza cinghiali

Il vicepresidente Massimo Belsito venerdì 3 marzo rientrando dal lavoro ha dovuto soccorrere l’ennesimo automobilista che ha distrutto l’auto per l’attraversamento improvviso di un gruppo di cinghiali sulla strada ss19 in località Finita adiacente la fabbrica RDB Fantini, nel territorio di Lattarico, tratto non illuminato e teatro di numerosi incidenti notturni a causa di questo selvatico.

“Come è successo qualche settimana fà – spiega Belsito – nei pressi di Botricello in provincia di Catanzaro lo stesso avviene nelle altre province, auto dilaniate dall’impatto dei cinghiali e messa a rischio la vita degli automobilisti”.

“Il problema viene costantemente attenzionato dall’associazione rurale Calabrese – continua Belsito – ma è sottostimato dagli ATC e dagli organi regionali. Le varie proposte dell’associazione vengono continuamente lasciate nell’oblio è non se ne ha risposta, nonostante si è chiesto di attivare la legge in deroga come prevede la legge 157/92 per l’abbattimento dei nocivi e per scongiurarne il sovrappopolamento, lo stesso si è chiesto di fare per il cinghiale”.

Massimo Belsito
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A gran voce si chiede di far riconoscere il cinghiale “animale nocivo” e come tale molto pericoloso

“Il numero di esemplari – prosegue il vicepresidente -, nonostante gli abbattimenti a caccia aperta e in selezione, cresce a dismisura. Si chiede di rompere il muro dell’indifferenza su questo problema e di limitarne i danni ingenti sia per l’agricoltura sia per i cittadini calabresi. Inoltre, l’economia delle famiglie è messa a dura prova e ogni giorno si registrano gravose conseguenze economiche per i danni alle auto, ma il rischio maggiore che si deve scongiurare è quello della vita dei nostri cari cittadini calabresi”.

“L’associazione rurale Calabrese – conclude il vicepresidente Massimo Belsito – chiede agli organi regionali di prendere coscienza dell’emergenza cinghiali con la speranza che non si inneschi il problema della peste suina africana e che si prenda coscienza del fatto che solo con le squadre di cinghialai questo fenomeno si può contenere”.

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