PALERMO (3-5-2): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Marconi (Sala); Segre (Tutino), Saric (Damiani), Gomes, Verre (Valente), Aurelio; Soleri, Brunori (Vido). All: Corini
Panchina: Massolo, Grotta, Graves, Orihuela, Lancini, Buttaro, Sala, Masciangelo, Segre, Broh, Damiani, Vido, Tutino.
COSENZA (4-4-2): Micai; Rispoli, Vaisanen (Venturi), Meroni, Martino; Marras, Calò, Voca, Florenzi (D’Urso); Finotto (Zilli), Nasti (Delic). All: Viali
Panchina:Lai, Marson, Salihamidzic, Venturi, La Vardera, Cimino, Kornvig, Prestianni, Cortinovis, D’Urso, Finotto, Zilli, Arioli.
NOTE: spettatori 21.110 con circa 200 tifosi rossoblù al seguito. Serata poco nuvolosa ma ventilata. Recupero: 2′ e 4′
ARBITRO: Sacchi di Macerata
ASSISTENTI: Capaldo e Moro
VAR: Marini
AMMONITI: Brescianini, Marconi, Florenzi, Mateju, Valente, Gomes
PALERMO – Un Cosenza intelligente e smaliziato contiene senza eccessivi affanni il Palermo, dimostrando di aver capito come si fa ad andare a punti in trasferta. Ed è un punto, intriso di qualche rimpianto, che potrà pesare molto nell’economia finale della lotta salvezza.
FORMAZIONI
In settimana Viali ha studiato in previsione delle assenze di D’Orazio e Rigione e, annotata anche l’assenza di Voca (la più pesante in termini di sostituibilità), ha dovuto rimescolare ancora le carte. Prima linea affidata a Nasti e Finotto. Uno schieramento forse più accorto ma che prova a dare profondità alla manovra bruzia. Corini, 5 pareggi nelle ultime 8 gare e alla ricerca dell’aggancio play off, recupera i suoi pezzi da 90 (bomber Brunori in primis), fa vincere a Segre il ballottaggio con Valente, proponendo un 3-5-2 che espone in vetrina il duo Soleri – Brunori. Cosenza con 7 diffidati, 6 in campo.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – La fiaccolata dei 20mila tifosi del Palermo accompagna l’ingresso in campo delle due formazioni. Clima caldo sugli spalti, come da previsione. Subito una punizione dal limite per i rosanero (fallo su Brunori): batte Verre, alto. Il Cosenza prova a diluire tutta la tensione ambientale che il Palermo oppone, confermato dalle scintille verbali tra le due tifoserie. Al 5′ bussa il Cosenza: Jack Calò a occhi chiusi per Finotto che galoppa a destra, crossa basso ma Brescianini è anticipato dall’uscita di Pigliacelli. Azione fotocopia due minuti dopo (stavolta assist di Marras), la difesa locale sbroglia. Ma sembra un Cosenza propositivo, che contiene, riparte e va alal conclusione con Brescianini dopo una insistita azioen sempre da destra di Marras (8′). Colleziona angoli il Palermo, non sta a guardare il Cosenza che al 18′ mette paura al Barbera con una imbeccata velenosa di Calò con Finotto anticipato affannosamente dal dirimpettaio rosanero. Sulla ripartenza Brescianini si immola compiendo un necessario fallo tattico, salterà il Cittadella. Al 22′ gridano al gol i tifosi rossoblù: angolo di Calò, testa del solito Meroni, salva con un guizzo Pigliacelli. Al 28′ tegola per i rossoblù: Vaisanen, già alle prese con qualche problema di tenuta, non ce la fa e lascia spazio a Venturi. Il finlandese esce dal terreno di giuoco sorretto dallo staff sanitario. Al 40′ altro piazzato di Calò e tocco malandrino della difesa rosanero, per un quasi autogol. Ma per il Cosenza, può andar bene cosi.
SECONDO TEMPO – Zero cambi e stesse schermaglie tattiche al rientro dagli spogliatoi. Palermo all’arrembaggio così come a inizio gara. Brunori scatta due volte a sinistra, si accentra ma non fa male a Micai. Poi è la volta di Soleri, ma la sua girata sortisce lo stesso inutile effetto. Sale di tono il Barbera, che si agita all’8′ sul destro di Mateju, ma la sfera termina alta. Il Cosenza resta intelligente, pressa alto sul primo portatore (quando può) e prova a raffreddare il buon inizio di frazione dell’avversario. Avversario che prova a far male ancora con Soleri al 57′ su scucchiaiata di Gomez, ma Micai arriva prima. Mette pressione al Cosenza (ma anchje al Palermo) il “Barbera”, i vessilli rossoblù sventolano orgogliosi sotto il maestrale che nel frattempo ha concesso una tregua. Non così il Palermo che al 60′ conquista una golosa punizione dallo spigolo sinistro dell’area di rigore, ma Verre sbaglia opzione e la difesa rossoblù libera di testa senza ansie. Un minuto dopo anche Florenzi si fa ammonire e dirà bye alla prossima gara contro il Cittadella. Il Cosenza però mantiene una certa lucidità anche sotto pressione, confermando di essree cresciuto, e molto, soprattutto sotto l’aspetto della cattiveria e dell’attenzione. Pallone su pallone. Mai una palla buttata, tutti sanno cosa fare.
Al 65′ Viali toglie Nasti e Florenzi per Delic e D’Urso (esterno nel consolidato 4-4-2 vialiano), mentre Corini chisma a sé uno spento Verre e Saric, inserendo Valente con il compito di mettere out Martino sulla sinistra difensiva) e Damiani. A un quarto d’ora dalla fine c’è spazio per l’ingresso in campo, non senza un pò di emozione, di Tutino e Sala, Corini si gioca l’all in. Al 78′ è però il Cosenza che prova a dare un segnale ma la conclusione da fuori di Calò è da dimenticare. Allì’80 Calò per D’Urso, che si impappina sul più bello. Il Cosenza adesso crede convintamente nel contropiede letalr,tanto che due minuti dopo da un cross di Rispoli, Finotto fa la torsione a centro area, sfera fuori.Cosenza sul pezzo, che all’85 sfiora il colpo grosso con un colpo di testa di Meroni su corner che fa gridare al gol ma sibila fuori. Rischiata la beffa, il Palermo si rianima, il Cosenza fa muro, Marras è splendido sulla sgroppata di un ottimo Valente. E’ l’immagine del sudore di una squadra la cui crescita non è più un mistero. E se qualche metro non avesse impedito a Delic di festeggiare il gol dell’1-0 al 92′ e D’Urso e Zillio non si fossero mangiati l’1-0 un minuto dopo staremmo a parlare dell’enensima impresa da tre punti a tinte rossoblù. Ma va bene così.
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