COSENZA (4-4-2) Micai; Rispoli (D’Urso), Vaisanen, Meroni, Martino; Marras, Brescianini (Cortinovis), Calò (Praszelik), D’Orazio; Finotto (Nasti), Zilli (Delic). All: Viali Panchina: Marson, Praszelik, Salihamidzic, Venturi, Kornvig, Voca, Florenzi, Cortinovis, Agostinelli, D’Urso, Nasti, Delic.
VENEZIA (3-4-1-2) Joronen; Hristov, Ceppitelli, Carboni; Candela, Andersen (Busio), Tessmann, Zampano (Milanese); Ellertsson (Cheryshev); Pohjanpalo (Ciervo), Johnsen (Pierini). All: Vanoli Panchina: Bertinato, Neri, Modolo, Ciervo, Sverko, Busio, Milanese, Novakovich, Cheryshev, Pierini.
ARBITRO: Francesco Meraviglia di Pistoia
ASSISTENTI: sig. Alessandro Lo Cicero (Brescia); sig. Thomas Miniutti (Maniago)
QUARTO UOMO: sig. Davide Di Marco (Ciampino)
VAR: sig. Marco Serra (Torino)
AVAR: sig. Matteo Gariglio (Pinerolo)
MARCATORI: 35’Pohjanpalo, 89′ D’Urso
AMMONITI: Johnsen, Calò, Vaisanen
NOTE: Giornata calda e soleggiata, spettatori 11 mila circa con una sessantina di tifosi provenienti da Venezia. Recupero: 3′ e 5′
Il Cosenza acciuffa sui titoli di coda un pareggio che muove la classifica, non come si sperava, eppur si muove. Si è dovuto, però, fare i conti con un Venezia solido e qualitativo che, però, ha pagato la tassa del Marulla (ancora imbattuto nel 2023) ma continua a credere fortemente nei play off. Vaisanen e compagni da stasera guardano due lunghezze sotto un Cittadella che scappa e restano in attesa dei risultati di Spal e Brescia per capire come gira il vento. La troppa imprecisione, le scelte iniziali (perche Finotto? ) e un Venezia gagliardo hanno fatto tutta la differenza del mondo, ma alla fine il pari è forse il male peggiore, e fortifica la convinzione che si dovrà lottare fino all’ultimo.
FORMAZIONI – Viali non rischia Florenzi dall’inizio, con Calò accanto a Brescianini in regia di centrocampo, Finotto e non Nasti accanto a Zilli, e Marras molto vicino a entrambe le punte. Si rivede Rispoli in difesa. Vanoli ripropone il 3-4-1-2 che tante garanzie di punti e gol sta fornendo al tecnico arancioneroverde. Circa una sessantina gli ospiti in arrivo da Venezia, legati da un forte gemellaggio con il popolo rossoblù, che oggi ricorda con ancora più emozione e sete di giustizia la figura di Denis Bergamini.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – Si presenta con una conclusione sbilenca l’uomo della settimana, Pohjanpalo: è il 3′. Il Cosenza studia l’avversario con l’intento di abbassarne i ritmi potenzialmente forsennati. Al 6′ va giù il portiere ospite che si era poco prima distinto in una bella parata su Marras (ma era offside). Dop l’intervento dei sanitari la gara riprende regolarmente. All’8′ prima occasione Cosenza, con la sventola di Marras dal limite a sibilare accanto al palo a Joronen battuto.Il tutto era nato da un corner regalato dall’arbitro Meraviglia. Predilige il lancio lungo per Zilli il Cosenza, e anche Martino e Rispoli restano spesso appiccicati alle rispettive catene difensive. Il solo Marras è lasciato libero di dare brio e imprevedibilità alla difficoltosa manovra rossoblù. Spavento al 20′ per un missile dell’americano Tessman: la palla soffia alta sopra la traversa. Vietato concedere la profondità al Venezia, che a Terni , due settimane fa, si è inserito in ogni finestra lasciata aperta. Così si spiega (in parte) l’atteggiamento iniziale di un Cosenza guardingo. Al 23′ tutta la difficoltà rossoblù in fase offensiva: cross di Rispoli da destra, colpo di testa a cadere di D’Orazio, e Joronen a togliere la sfera dalla testa di Finotto, nell’occasione non efficace come la partita imporrebbe. Il Cosenza però è sul pezzo, seppur con il giusto giudizio (e ahinoi, la solita sterilità avanzata). Predilige invece le conclusioni dalla distanza la squadra lagunare che ci riprova al 33′ con il sinistro, sporcato, di Candela: solo corner. Ma il gol è rimandato: Andersen da destra, cross al bacio per la spizzicata di testa del solito Pohjanpalo, sponda del palo interno e nessuna pietà per Micai. Al 38′ l’errore più clamoroso del campionato del Cosenza: cross al bacio di Marras (l’unico a crederci per larghi tratti di gara), Finotto aggancia, supera pure Joronen e quando è il momento di esultare calcia, a porta vuota, clamorosamente fuori. Il possibile tocco di mano dell’ex Spal non cambia la sostanza del disagio rossoblù e dell’errore da matita rossa. La sgroppata di Brescianini al 41′ (la prima, di una gara fin lì “nascosta”) suona la sveglia di un Cosenza che non può accettare il risultato. Un Venezia convincente chiude la frazione con un bel destro di Andersen a volo. 0-1 all’intervallo e l’amara impressione che la chance concessa a Finotto e Calò non sia stata la scelta migliore per mister Viali.
SECONDO TEMPO Un pò a sorpresa dal tunnel degli spogliatoi si ripresenta lo stesso Cosenza del primo tempo. Il Venezia mena ancora le danze ma soprattutto mena, quando può, il giocatore che più degli altri può dar fastidio, quel Marras poco tutelato dall’insufficiente Meraviglia. Al 48′ discesona di Zilli da destra, cross basso, deviato, e la girata di Finotto va ancora fuori bersaglio. Un pomeriggio da dimenticare per Mattia Finotto, che prova a riscattarsi con una palla ben difesa e scaricata in porta dal limite d’aria al 52′, para facile Joronen. Al 56′ Viali dice basta: dentro Praszelik, D’Urso, e Marco Nasti: fuori Rispoli, Calò e Finotto (ampiamente fischiato dal Marulla), non pervenuti. Al 60′ altro manifesto della sterilità offensiva in area veneziana, con Praszelik prima e Zilli poi che svirgolano il tiro da buona posizione. Poco dopo il solito generoso D’Orazio impatta bene da sinistra di testa, palla di un soffio fuori. Al 61′ fischi, tanti, per l’ingresso in campo dell’ex Pierini. Al 66′ entrra in scenaa Micai che con i pugni sventa la botta di punizione di Tessman. E sempre Micai prova a tenere in piedi il Cosenza al 70′ con il paratone sul tiro volo dell’appena entrato Cheryshev. Il Venezia fa il Venezia, il Cosenza appare stanco e lezioso negli uomini più attesi ma si aggrappa a Marras e D’Orazio, di quest’ultimo la conclusione di collo sinistro che Joronen respinge. Al 72′ altra occasione,corridoio di D’Urso per Marras che, stanchissimo, spara alto davanti a Joronen. Un minuto dopo dentro Delic per Zilli, e il 19 è subito attivo con una sventola nata da un appoggio di Brescianini, palla di pochissimo alta. Il Cosenza va col cuore, il Venezia amministra . Al 78′ c’è Cortinovis per un Brescianini evanescente (e ne ha risentito l’intera squadra) ma il Cosenza non lievita e anzi aumentano gli appoggi sbagliati. All’84’ fuori, senza birra, Pohjanpalo: il suo l’ha fatto anche oggi e ora insegue Lapadula a una sola incollatura. Il gol del vantaggio del Cittadella sul Benevento dà l’ennesima mazzata a un pomeriggio stregato. Delic prova a santificarlo sugli sviluppi di angolo ma la sua girata di testa atterra, innocua, dalle parti di Joronen. Quando tutto sembra finito: ecco il solito cuore del Cosenza: Cortinovis prende palla a sinistra, e gira in mezzo per il colpo di testa implacabile di D’Urso e un 1-1 che può essree vitale in ottica retrocessione diretta.Ma che lascia tabnto rammarico per un’ora regalata al Venezia. E per poco al 92′ Nasti, scippato il pallone a Candela, non apparecchia per la doppietta di D’Urso, ma Ceppitelli salva tutto. E’ l’ultimo brivido. Altri ne regalerà questo finale di torneo, da lottare fino all’ultimo respiro.
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