COSENZA (4-3-2-1) : Micai; Martino, Venturi, Meroni, D’Orazio; Praszelik (Finotto), Voca (Calò), Florenzi (Brescianini); Marras, Cortinovis (D’Urso); Zilli (Arioli). A disp.: Marson, Rispoli, Rigione, La Vardera, Salihamidzic, Calò, Agostinelli, Brescianini, Kornvig, Arioli, D’Urso, Finotto. All.: Viali
CAGLIARI (4-3-1-2): Radunovic; Zappa, Dossena, Altare, Azzi; Kourfalidis (Nandez), Rog (Viola), Deiola; Mancosu (Luvumbo); Lapadula (Prelec), Pavoletti (Obert). A disp.: Aresti, Ciocci, Goldaniga, Obert, Viola, Barreca, Luvumbo, Nandez, Di Pardo, Lella, Makoumbou, Prelec. All.: Ranieri
ARBITRO Rosario Abisso della sezione di Palermo. ASSISTENTI Matteo Passeri della sezione di Gubbio e Alessandro Costanzo della sezione di Orvieto. IV UFFICIALE DI GARA Adalberto Fiero della sezione di Pistoia. VAR Luigi Nasca della sezione di Bari. ASSISTENTE VAR Gianpiero Miele della sezione di Nola.
MARCATORI: 25’Lapadula
AMMONITI: Obert, Lapadula
NOTE: Serata mite, presenti oltre 12 mila spettatori (12.660), di cui una ottantina di tifosi cagliaritani. Osservato, prima del fischio di inizio, un minuto di raccoglimento in ricordo dei morti dell’alluvione in Emilia Romagna. Recupero: 1′ e 4′
Al netto delle illusioni, una sconfitta (0-1) che sembrava indolore e invece, con l’improvviso pari del Brescia a Palermo, è diventata assai dolorosa, e porta dritta dritta ai play out. Da sfavoriti, con un eventuale supplementare (e rigori) al “Rigamonti” in caso di doppio pareggio o risultati a specchio. La sintesi: il Cosenza cede a un Cagliari qualitativo, volitivo, e con un Lapadula in versione Re Mida, ma cozza ancora contro i propri limiti offensivi e , diciamolo pure, non viene assistito dalla fortuna oltre che dai risultati altrui. Evapora così, la possibilità, tra le altre, di restare imbattutto in casa per tutto il girone di ritorno.
FORMAZIONI – Viali, non bastassero le squalifiche di Nasti e Viasanen, perde anche Delic (pubalgia). Il tecnico milanese manda dunque in campo dalla cintola in su giocatori fantasia come Marras, Cortinovis e Florenzi (sardo d’origine ma orami cosentino di adozione). C’è Praszelik e non Brescianini, che assieme a Finotto smeltisce in panchina i sintomi di un virus influenzale assai dispettoso con i rossoblù. E’ Zilli l’unico perno di un 4-3-2-1 in cerca di autori, capace di tarsformarsi agevolmente in 4-4-1-1. Sir Ranieri, con un occhio proteso al risultato dall’altro ai risultati di cadetteria, per preservare i suoi diffidati, schiera un 4-3-1-2 non a caso privo, tra i titolari, di Nandez, Makoumbou, Goldaniga e Luvumbo. Intoccabile Lapadula là davanti, assieme al rientrante Pavoletti. Doveroso, intenso, minuto di raccoglimento per le vittime del fango dell’Emilia – Romagna. Poi si parte. Con il massimo della contemporaneità tra tutti i campi.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – Inizio sprint, alal faccia della fase di studio. Dopo 51 secondi inizia il Cosenza, ma Zilli, da buona posizione, ciabatta al termine di un’azione di contropiede ben orchestrata. Passa poco più di un minuto e Pavoletti gira verso Micai un pallone da accomodare in rete con più potenza. Altro giro, altra corsa, ma la conclusione di Marras, accentratosi, è poco lucida. Dopo l’inizio schizofrenico, la gara si acquieta. Al 16′ Zilli si invola e calcio alto a due passi da Radunovic, ma era fuorigioco. Non è invece offside quello di Azzi, con la conclusione dell’ex Modena a coronamento di un sontuoso triangolo con Lapadula, che termina alta di poco. Dagli altri campi non arriva la sveglia , nè per l’una nè per l’altra, anzi il vantaggio del Parma annacqua, e parecchio, le ambizioni dei sardi. Al 24′ Cagliari in vantaggio: corss tagliato da destra, Pavoletti di testa a chiamare Micai al miracolo, la palla si impenna e a Lapadaula basta la presenza per timbrare il gol del vantaggio, il suo 21esimo. Non ci sta il Cosenza è alla mezz’ora i lupi sono a un passo dal pareggio: apertura di Marras a sinistra per Florenzi che gli restituisce palle, botta di prima e Radunovic vola. E vola anche Lapadula al 35′ su cioccolatino di Mancosu: palla clamorosamente ciccata di testa praticamente da dentro la porta. I piccoletti lì davanti soffrono la fisicità della retroguardia isolana, Marras sgomita ma è spesso è costrettoa rinculare a causa di un Azzi in seratona e anche Zilli, impegno a parte, non sembra aver imbeccato la serata della vita. Quando non strappa, il Cagliari attende il suo avversario, come da indicazioni di Ranieri in plancia di comando. E mentre Tutino, a Palermo, regala l’illusoria certezza del play out da meglio piazzata contro il Brescia, è Marras, al 39′, ad affettare da sinistra una palla che Cortinovis dovrebbe solo accarezzare e che invece buca. Segna il Venezia a Parma restituendo verve ai sardi e significato allo 0-1. Al 46′ ci prova Martino in area, ma la sua caduta , svela il replay, è un tuffo carpiato con doppio avvitamento.
Termina con questo frame un primo tempo senza grandi scossoni e con il Cagliari di spessore che ci si attendeva alla vigilia.
SECONDO TEMPO – L’ultimo secondo tempo della regular season parte senza sorprese di formazione. Il primo squillo è del Cagliari che manda di nuovo Lapadula dinanzi a Micai, ma anche stavolta il bomber grazia il Cosenza incespicando. Due minuti dopo la manovra sarda porta ancora pericolo, ma stavolta Pavoletti gira fuori specchio di porta. Marras è il solito guerriero, lotta e arringa la folla del Marulla.Meno brillante del solito Martino ma Viali prova a giocarla anche dal suo lato. Al 55′ fuori Cortinovis, dentro D’Urso, out Praszelik e dentro Finotto, per un Cosenza un pelo più offensivo. E però è il Cagliari che al 56′ per poco non la chiude: l’avvitamento all’indietro di Lapadula spizzica la traversa. Ciò che è peggio, è però il pareggio repentino del Brescia. E’ il momento, per il Marulla, di far salire i decibel, al Cosenza serve il gol per evitare brutte sorprese. E il Cosenza risponde con il solito D’Orazio che raccoglie un traversone lungo da destra di Martino e lo impatta sul palo di un Radunovic nell’occasione impreparato; sarebbe stato il terzo centro di testa in poche settimane. Pesati gli altri cambi di Viali; dentro Brescianini per un Florenzi da conservare asoslutamente in vista dello spareggio, in campo va anche Calò, per un Voca che ha fatto quel che poteva contro un signor centrocampo. E contro una signora squadra il Cosenza, nell’ultimo quarto di gara, ci mette il solito cuore. D’Orazio non inquadra di testa dopo un’azione convulsa. E mentre Ranieri fa sfilare anche i diffidati, Viali si gioca la carta della disperazione, Arioli (fuori Zilli). Ma i lupi non possono distrarsi, perchè il Cagliri è sempre sul pezzo. Al 77′ è la testa di Calò appostato sulla linea a dire no al colpo di testa di Altare su calcio d’angolo. Un minuto dopo il destro di D’Urso si perde flebile in bocca a Radunovic. A dieci dalla fine arriva la notizia del nuovo vantaggio del Parma, il che renderebbe vano, ai fini del quarto posto, il successo dei sardi, a cui a questo punto starebbe benone anche un pari. Lo intuisce il Cosenza, lo spera il Marulla, ma serve tradurre in gol la grinta ma anche Marras è stremato e all’82’ non raccoglie il dai e vai di Brescianini. All’83 un Abisso a scartamento ridotto estrae finalmente il primo giallo della gara, al sardo Obert. Fiammata finale: prima Lapadula battezza anche il palo, poi D’Orazio e Brescianini mancano il gol che avrebbe riscritto il play out.
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