Il capo del dipartimento della Protezione Civile della presidenza del consiglio dei ministri, Franco Gabrielli, ha inaugurato nell’aula magna all’Unical di Rende, il 43simo anno accademico con una “lezione da maestro”
Dopo l’apertura della cerimonia, avvenuta con il coro dell’Unical, vi è stato un significativo minuto di silenzio voluto dal rettore, Gino Mirocle Crisci, in rispetto agli avvenimenti che coinvolgono il mondo intero in questo periodo storico, ed in particolare alle vittime di scontri tra le civiltà.

Argomenti di grande attualità, quelli trattati dal prestigioso ospite dell’ateneo, durante la “lectio magistralis”, mirato – tra l’altro – a sensibilizzare le istituzioni della regione, a tutti i livelli.
Un discorso sobrio, ma al contempo molto incisivo, quello che Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha tenuto durante l’inaugurazione, con il tema “la società dei rischi e delle emergenze”.
Ha parlato della Calabria come territorio a rischio, un territorio di grandi emergenze, mentre dichiarava che il livello di conoscenza di tali rischi è nel tempo cresciuto e migliorato sensibilmente. Ha raccontato come oggi si conosca molto meglio di trenta, quaranta anni fa, il territorio ed i rischi naturali ed antropici presenti in esso, nonché i fenomeni di crisi ad essi collegati, e le conseguenze dei fenomeni stessi e delle nostre reazioni ad essi.

Ha poi aggiunto quanto sia diventata insopportabile quella incapacità umana di trasformare la “conoscenza” – che ormai c’è ed è evidente – in “consapevolezza”, ed in criteri di scelta riguardo alle necessità e all’urgenza nell’uso delle risorse disponibili anche se scarse.
Ha tenuto poi a sottolineare, come in Calabria, i rischi idrogeologici e sismici, richiederebbero interventi lunghi decenni, per importi sostanziali a frazioni importanti del Pil italiano più che del bilancio dello Stato. Tale discorso, lo ha poi esteso per tutte le regioni italiane, e per ogni rischio naturale e antropico con i quali si convive.
Nella sua conclusione, ha poi detto che – se fosse possibile – non avrebbe resistito alla tentazione di mettere a disposizione di programmi utili e sostanziali, anche modestissime risorse come contributo importante.
Ma la realtà – ha aggiunto – è che non dispone di somme, che fa lo slalom perenne tra la spending review e i tagli lineari improvvisi, motivati dal fabbisogno di risorse per altri problemi urgenti.
“Ecco perchè sono venuto nella vostra regione, uno dei malati più gravi di Italia … per chiedere il vostro aiuto” – ha poi detto, con grande decisione.
E quando i giornalisti, in chiusura, gli hanno chiesto se in Calabria, sarà o meno potenziata la protezione Civile, Gabrielli ha risposto di aver rivolto quell’invito al presidente della Regione, che con particolare sensibilità istituzionale, gli avrebbe garantito una significativa attenzione alla problematica.
In ultimo le parole del rettore dell’Unical Gino Mirocle Crisci circa l’apertura di un nuovo anno accademico come “appuntamento istituzionale” per alcuni versi rituale, che offre però l’occasione di riflettere su quanto costruito negli anni trascorsi, e la condivisione col territorio delle prospettive per il futuro, affinché diventino una nuova opportunità per tutta la regione.
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