Carlo Guccione della Direzione Nazionale PD lancia un allarme drammatico basato sui dati ufficiali ReGiS e Agenas: delle 61 Case della Comunità previste dal PNRR in Calabria, nessuna risulta pienamente operativa a pochi mesi dalle scadenze.
“La Calabria sta vivendo un ritardo gravissimo e inaccettabile nell’attuazione della Missione 6 del PNRR, quella che avrebbe dovuto rivoluzionare la sanità territoriale e portare cure e servizi vicino ai cittadini. Oggi invece siamo di fronte a un dato drammatico: la Calabria rischia di perdere un’occasione storica e di peggiorare ulteriormente una situazione sanitaria già fragile.”
Case della Comunità: previste 61, operative zero
Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute attraverso il sistema ReGiS, aggiornati ad agosto 2025:
- 61 Case della Comunità previste
- tutte formalmente avviate
- ma nessuna risulta operativa
Un dato impressionante:
“Numero di Case della Comunità operative: 61 programmate – 0 realizzate.” (Fonte ufficiale ReGiS – Ministero della Salute)
Questo significa che, a pochi mesi dalle scadenze decisive del PNRR, la Calabria non ha ancora aperto neanche una vera struttura territoriale funzionante.
Agenas conferma: servizi quasi assenti
Anche Agenas, nel Report nazionale DM77/2022 (I semestre 2025), conferma un quadro estremamente critico:
- Calabria: 63 strutture programmate
- solo 2 risultano con almeno un servizio attivo
- nessuna pienamente funzionante secondo gli standard previsti
Ancora più grave:
- presenza infermieristica secondo standard DM77: 0
- Case pienamente operative con tutti i servizi obbligatori: 0
Calabria tra le ultime regioni d’Italia
Mentre altre regioni italiane hanno già attivato decine e centinaia di Case della Comunità con servizi reali, la Calabria resta ferma. Questo non è un semplice ritardo burocratico: è un segnale di emergenza sociale.
Un rischio enorme per i cittadini calabresi
Se la sanità territoriale non parte:
- aumenteranno gli accessi impropri ai Pronto Soccorso
- gli ospedali continueranno a essere sovraccarichi
- crescerà l’emigrazione sanitaria verso il Nord
- le aree interne resteranno senza assistenza
- le diseguaglianze diventeranno irreversibili
La Missione 6 doveva essere la risposta. Oggi rischia di diventare l’ennesima occasione mancata.
Un appello alla società civile e a tutte le istituzioni
“Questo non è un tema di maggioranza o opposizione. È una questione che riguarda ogni famiglia calabrese. Serve una presa di coscienza collettiva: sindaci, professionisti sanitari, cittadini, associazioni, ordini professionali. La Calabria non può permettersi di arrivare alla fine del PNRR con strutture solo sulla carta. Se oggi siamo a zero Case operative, domani rischiamo di avere una sanità ancora più debole, più ingiusta, più lontana dalle persone.”
“La Missione 6 non è un elenco di edifici: è la possibilità concreta di salvare la sanità territoriale calabrese. E proprio per questo il silenzio e l’immobilismo non sono più tollerabili. La Calabria deve sapere. La Calabria deve reagire.”
Carlo Guccione direzione nazionale PD

Vai al contenuto



