Il segretario generale Walter Bloise ha indirizzato una formale diffida ai vertici della Regione Calabria e di Azienda Zero, denunciando il mancato rispetto della Legge 251/2000.
Dirigenza delle Professioni Sanitarie: la UIL FPL Calabria sollecita l’applicazione delle linee guida regionali e della Legge 251/2000. Lettera inviata a Regione, Dipartimento Salute e Azienda Zero
La valorizzazione della dirigenza delle professioni sanitarie in Calabria non può più essere rinviata. A ribadirlo è Walter Bloise, segretario generale UIL FPL Calabria, che ha indirizzato una formale comunicazione ai vertici regionali per chiedere il pieno rispetto delle linee guida sugli atti aziendali e l’applicazione della Legge 10 agosto 2000 n. 251.
La lettera è stata inviata ad Azienda Zero Calabria, al Dirigente Generale dott. Gandolfo Miserendino, al Dipartimento Salute e Servizi Sanitari, al Dirigente Generale dott. Ernesto Esposito ed al Presidente della Regione Calabria e Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto.
Un’iniziativa che mira a sollecitare un cambio di passo ormai indispensabile per l’intero sistema sanitario regionale. Bloise ricorda come le linee guida regionali, pubblicate ormai da tempo, prevedessero l’attuazione della Legge 251/2000, che avrebbe dovuto accompagnare le professioni sanitarie verso una piena autonomia nella gestione dei processi assistenziali. L’obiettivo era superare modelli organizzativi obsoleti, introducendo figure dirigenziali responsabili dell’organizzazione dell’assistenza, garanti della qualità professionale e interlocutori diretti della direzione strategica.
In molte regioni italiane questo modello è ormai consolidato. In Calabria, invece, la dirigenza delle professioni sanitarie resta marginale o addirittura formale, generando una governance disomogenea e poco efficace.
La UIL FPL denuncia come la mancata valorizzazione di queste figure abbia prodotto un quadro disarticolato, con ricadute negative sui modelli assistenziali. Spesso il dirigente delle professioni sanitarie viene percepito come una semplice evoluzione del coordinatore o come un ruolo amministrativo, svuotato della sua funzione gestionale.
Una visione riduttiva che limita la capacità di incidere sulle politiche sanitarie e ostacola l’innovazione organizzativa. La recente pubblicazione dei bandi di mobilità e concorso per 349 infermieri e 179 OSS rappresenta un segnale positivo, ma – sottolinea Bloise – rende ancora più urgente la presenza di chi dovrà governare i processi assistenziali. Da qui la domanda: perché in Calabria non si assumono dirigenti delle professioni sanitarie, nonostante le linee guida lo prevedano chiaramente?
Il sindacato evidenzia come alcune professioni accedano naturalmente alla dirigenza, mentre altre restino escluse senza motivazioni plausibili. Una disparità che non trova giustificazioni né sul piano normativo né su quello organizzativo.
La UIL FPL sottolinea che non si tratta di contrapporre le professioni, ma di garantire pari accesso ai livelli decisionali, valorizzando competenze e risultati. Una governance monocorde – afferma Bloise – non rende il sistema più ordinato, ma solo più rumoroso.
Il sindacato chiede il rispetto delle linee guida regionali; l’applicazione integrale della Legge 251/2000; l’istituzione del Servizio delle Professioni Sanitarie in ogni azienda calabrese; l’utilizzo delle graduatorie già esistenti per procedere alle assunzioni.
Un passaggio necessario per costruire una sanità moderna, orientata al cittadino e capace di affrontare le sfide poste dal PNRR e dalle riforme in corso.
La UIL FPL Calabria attende un riscontro celere e si dichiara disponibile a ogni confronto utile a superare definitivamente un nodo che frena l’evoluzione del sistema sanitario regionale.

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