L’opera accende i riflettori su Paludi, un borgo calabrese incastonato tra l’altopiano della Sila e la costa ionica. Qui storia antica e tradizioni popolari convivono in armonia, mantenendo vivo un patrimonio culturale unico. Con radici che affondano nelle civiltà greca e romana, Paludi custodisce preziose testimonianze del passato, come il sito archeologico di Castiglione.
Il documentario mostra anche la vita quotidiana della comunità, che ogni mese si ritrova attorno alla preparazione di piatti tipici come le frese, le pitte e la sardella a Vaiana, rinnovando saperi condivisi da generazioni. Fulcro spirituale del borgo è la Chiesa di Santa Maria ad Gruttam, dove ancora oggi si celebra la secolare festa della Madonna. Accanto a queste tradizioni religiose e comunitarie, trovano spazio anche quelle più intime e familiari, come la preparazione del corredo o l’invio del “pacco da giù”, che raccontano il legame profondo tra chi resta e chi emigra.
“La vita a Paludi” è prodotto da Lastcam Produzioni Cinematografiche e Video, una delle realtà più importanti del settore in Calabria, con sede a Bocchigliero, in provincia di Cosenza. La casa di produzione si distingue non solo per l’attività creativa, ma anche per la tutela della memoria: il suo archivio video è stato riconosciuto dal Ministero come bene di interesse storico particolarmente importante. Al suo interno si conserva la pellicola più antica della Calabria, risalente al 1927, un tesoro che testimonia la lunga storia del cinema nella regione.
Con questo documentario, Lastcam e gli autori offrono al pubblico un racconto che unisce passato e presente, restituendo l’immagine di un piccolo mondo dove cultura, memoria e identità continuano a vivere ogni giorno.

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