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Otto Marzo

8 marzo, coraggio e speranza parlano al femminile

Oggi, martedì 8 marzo, si celebra la “Giornata Internazionale della Donna”.
Questa ricorrenza, più impropriamente definita festa, è diventata la data simbolica delle conquiste sociali e politiche femminili ma anche delle discriminazioni e delle violenze delle quali, ancora oggi, le donne sono vittime.

Otto Marzo
Otto Marzo

Cenni storici e leggendari

La prima giornata celebrativa della donna venne istituita il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti per iniziativa del Partito Socialista Americano che aveva invitato tutte le donne a partecipare a una manifestazione in favore del diritto di voto femminile.

Negli anni seguenti la sua celebrazione si diffuse anche in Europa.

La prima festa della donna a essere celebrata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica.
Tre anni dopo, a San Pietroburgo, le donne protestarono per chiedere a gran voce la fine della guerra.
Fu quella una delle prime manifestazioni della cosiddetta “rivoluzione di febbraio” (per il calendario giuliano all’epoca in vigore in Russia, avvenne il 23 febbraio), seguita quattro giorni dopo dalla caduta dello zar.

Il governo provvisorio che nacque concesse alle donne il diritto di voto.
Dopo la rivoluzione bolscevica, Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.

In Italia la prima Giornata Internazionale della donna è stata festeggiata il 22 marzo 1922.

Nel 1946, sempre in Italia, su proposta di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei venne eletta la mimosa come simbolo ufficiale di questa giornata.

Una scelta che si deve alla stagione di fioritura di questo fiore, che avviene sul finire dell’inverno, nei primi giorni di marzo, alla possibilità di reperirla facilmente e ai suoi costi, abbastanza contenuti.
Il colore della mimosa, il giallo, è, inoltre, il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, quindi simbolo di rinascita, diventando così metafora delle donne che si sono battute per l’uguaglianza di genere.

Nel corso degli anni si sono diffuse anche molte leggende sulla nascita della festa della donna.

Tra queste, quella più conosciuta racconta che la ricorrenza sarebbe stata istituita per ricordare le centinaia di operaie morte a causa di un incendio in una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1909.
Questo incendio in realtà non ci fu mai, a differenza di quello che causò 140 vittime il 25 marzo 1911.

Secondo un’altra leggenda, la Giornata internazionale della donna sarebbe invece nata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

Fatti realmente accaduti o leggende metropolitane ci portano fino al presente e ci fanno porre la domanda su cosa rappresenta oggi, nel 2022, la Giornata Internazionale delle Donne.

Sicuramente gli ultimi anni sono stati colpiti da avvenimenti che hanno sconvolto le nostre vite portando alla ribalta, in modi del tutto inaspettati, il ruolo delle donne nella società odierna.

In un mondo martoriato dal virus, sono state tantissime le donne che hanno taciuto, a causa della perdita del contatto con il sociale, di essere vittime di abusi tra le mura domestiche durante i difficili mesi del lockdown, diventando oggetto dello sfogo della frustrazione dei loro compagni di vita.

Un forte segnale di speranza è arrivato meno di un mese fa.
Il 14 febbraio 2022, infatti, a Strasburgo, si sono incontrate la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, la numero uno della Bce, Christine Lagarde e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. nella giornata celebrativa dei 20 anni dell’euro.

Le tre numero uno dell’Ue hanno condiviso sui social una foto dell’incontro, sottolineando la portata del cambio di passo verso la parità di genere.

Il messaggio che hanno fatto risuonare in tutto il mondo è stato “In Europa il potere è donna. Credeteci!”

E ci credono queste donne di oggi.

Ci ha creduto la studentessa che ha deciso di denunciare la presunta molestia del suo insegnante di scuola, dando così voce a tante donne che, nonostante la modernità, sono vittime ancora di discriminazioni e violenze.

Come ci credono le donne che fanno da madre e da padre, in una società che ancora, in fondo, le addita responsabili di fallimenti che non dovrebbero nemmeno essere chiamati tali.

E poi ancora le Donne ucraine, e tutte le donne vittime delle guerre che hanno dovuto salutare, molte per l’ultima volta, fidanzati, mariti, familiari partiti per combattere forse senza sapere contro chi e cosa.

Donna Ucraina - fonte LA STAMPA
Donna Ucraina – fonte LA STAMPA

E ci credono le donne che hanno protetto con il loro corpo i figli per proteggerli dallo scoppio delle bombe, quelle che hanno lasciato la loro terra e le loro radici, per cercare pace altrove.
E ci ha creduto la bambina nata nella metropolitana di Kiev mentre la madre, una donna di 23 anni, e tanti connazionali scappavano dalla morte.
Un fiore in mezzo al cemento.

A questa bambina, e a tutte queste donne forti, coraggiose, che credono in un futuro diverso è dedicata questa giornata.
Con l’augurio che il domani abbia il profumo intenso e il colore luminoso del fiore simbolo di questo giorno.

Auguri a tutte le Donne del mondo!

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