A distanza di poche ore dall’annuncio delle dimissioni del sindaco di Mendicino Antonio Palermo, arrivano le prime reazioni.
In particolare, i componenti del gruppo consiliare “Orizzonti futuri per Mendicino” fanno sapere di aver appreso la decisione del sindaco di rassegnare le dimissioni dai social ma non mancano di effettuare alcune precisazioni su quanto esternato dal sindaco dimissionario.
«Restiamo stupefatti dalla notizia – si legge in una nota a firma del gruppo consiliare “Orizzonti futuri per Mendicino” – conoscendo i tanti impegni ancora da assolvere per realizzare compiutamente il nostro programma elettorale. Letta la ricostruzione dei fatti da lui fornita ci corre l’obbligo di precisare e portare a conoscenza dei cittadini le vere ragioni che ci hanno portato a non presenziare l’ultimo consiglio comunale».

Le precisazioni
«Non è infatti corretto affermare, come invece fa il Sindaco – prosegue la nota -, che la nostra assenza abbia impedito l’approvazione del Rendiconto Finanziario dell’anno 2022 in quanto lo stesso era stato da noi approvato e votato nel consiglio comunale del 9 maggio 2023 per come da delibera di c.c. n. 12 della stessa data, facilmente consultabile sull’albo pretorio dell’Ente. Quella di ieri era solo una nuova approvazione del rendiconto, peraltro facoltativa, alla luce di alcune rimostranze fatte dal gruppo di minoranza Avanti Mendicino».
«Il nostro Gruppo consiliare – continua – non ha presenziato durante l’ultimo consiglio comunale in quanto nonostante abbia richiesto lo slittamento del punto all’ordine del giorno circa l’esternalizzazione dei tributi, non ha ricevuto alcun ascolto da parte del Sindaco. Avendo appreso tale argomento da portare in Consiglio Comunale soltanto durante la riunione dei capigruppo, abbiamo ritenuto di richiedere un rinvio al fine di consentirci un costruttivo confronto con tutta la maggioranza di governo».
«Non ci dilunghiamo oltre – conclude la nota del gruppo consiliare “Orizzonti futuri per Mendicino” – perché ci saranno tempi e luoghi per far conoscere le motivazioni sottese alla nostra assenza che non voleva certo portare alla rottura del sodalizio, ma riaffermare i canoni della buona amministrazione. Riteniamo tali precisazioni doverose per riportare la verità dei fatti sui giusti binari».
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