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Fialà: “in Azione più idee e meno personalismi. Spiego i motivi della lettera a Calenda”

In questi giorni abbiamo assistito a una vicenda mediatica molto forte che vi riguarda. Voi come giovani di Azione avete chiesto l’espulsione dal consiglio regionale del consigliere Giuseppe Graziano in virtù degli ultimi risultati deludenti e per una gestione che voi considerate troppo accondiscendente al centrodestra.

Premetto che la nostra non è una battaglia personale nei confronti di Graziano, cosa che abbiamo specificato anche nella lettera inviata a Roma. Secondo noi il dibattito politico si deve concentrare sulle idee. In Italia spesso si ricorre alle polemiche e agli scontri personali che a mio modo di vedere sono lontani dai canoni che dovrebbero rappresentare la vita politica e partitica. La nostra rivendicazione nasce certamente da alcuni aspetti elettorali, in particolar modo dalle ultime sconfitte. Secondo noi il modello organizzativo attuale nella nostra provincia è sbagliato e i risultati lo dimostrano. Abbiamo chiesto il commissariamento di organi di cui facciamo parte e siamo disposti a rinunciare a tutte le cariche per ricostruire l’apparato organizzativo di Azione e anche per dimostrare la nostra buonafede.

Fialà

Lei cosa ne pensa a proposito del referendum sulla cittadinanza italiana agli stranieri?

Guardi io ho firmato il referendum. Ci tengo a dire che non ho mai avuto dubbi nel firmarlo. Si chiede l’adeguamento delle normative italiane a quella media europea, quindi noi militanti abbiamo aderito e continueremo a fare la campagna referendaria sulla cittadinanza e pure quella contro l’autonomia differenziata. Noi crediamo che concedendo a tutti le stesse possibilità non si toglie nulla a nessuno. Parliamo di persone che stanno crescendo in Italia e vogliono godere di tutti i diritti così come adempiere a tutti i doveri da cittadino.

Dove dovrebbe collocarsi Azione secondo il suo punto di vista? nel centrosinistra, nel cosiddetto ‘’ Campo largo’’, o dovrebbe continuare a portare avanti il terzo polo?

A me la definizione ‘’ Campo largo ‘’ non piace. Preferirei un campo delle idee chiaro con un programma preciso. Per quanto riguarda la collocazione di Azione, che è il contesto da cui provengo e nel quale ho svolto la mia attività politica negli ultimi anni, credo che la via più saggia da seguire sia quella dell’indipendenza organizzativa e politica. Preciso però che su alcuni temi che ci vedono vicini al centrosinistra progressista si può collaborare. Ad esempio sui diritti civili e su altre questioni che posso incidere sulla vita quotidiana di molti cittadini che chiedono risposte su temi concreti tipo salario minimo, istruzione e sanità.

Questo da un punto di vista programmatico, ma da un punto di vista prettamente elettorale?

Dal punto di vista elettorale il mio pensiero che, credo sia quella della maggioranza degli iscritti e dei militanti di Azione, è questo: o si va da soli o si cerca una quadra con le altre anime del centrosinistra che vogliono costruire delle coalizioni non tanto basate sull’esclusivo obiettivo di battere il centrodestra, ma sul realizzare un campo alternativo a questa destra che ormai di centro non ha più nulla. Mai con questa destra, con cui non condividiamo nulla. Bisogna proporre agli elettori un programma progressista e riformista che possa dare delle risposte ai temi che ho elencato in precedenza e costruire una visione per il paese, per le regioni e per le città dove si vogliono presentare delle iniziative elettorali di questo tipo.

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