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Francesco Serra

Insieme per Castrolibero replica a Giovanni Greco

La replica di “Insieme per Castrolibero” a Giovanni Greco: “Sul PSC, una scelta di reale trasparenza e responsabilità per il futuro di Castrolibero”

Il programma elettorale della nostra maggioranza conteneva in modo chiaro l’esigenza di avviare una variante al PSC, nata da due precise necessità: da un lato, le numerose segnalazioni e richieste pervenute dai cittadini; dall’altro, un’attenta disamina dei contenuti dello strumento urbanistico vigente.

Chi sostiene che l’avvio della variante al PSC, fortemente voluta dalla nostra maggioranza e sulla quale abbiamo ricevuto il consenso degli elettori, rappresenti un passo indietro rispetto alle presunte prospettive future del territorio, dovrebbe interrogarsi sulla reale natura delle questioni che questa Amministrazione si trova oggi ad affrontare.

Ci sorge, inoltre, un interrogativo, è forse discutibile il fatto che presso gli uffici comunali giacciano numerose richieste di cittadini che hanno scoperto, talvolta soltanto a seguito della notifica di una cartella IMU, che i propri terreni erano stati classificati come edificabili e che oggi chiedono una conseguente declassazione urbanistica? E tutto questo, alla luce delle tanto richiamate consultazioni e concertazioni, non merita forse un approfondimento?

Oppure, come si può ignorare che alcuni comparti si trovino nell’impossibilità di ottenere le necessarie autorizzazioni all’edificazione a causa di evidenti contraddizioni con alcune norme vigenti?

È possibile concepire una politica espansiva senza interrogarsi sul corretto equilibrio tra popolazione, territorio e servizi? È possibile non considerare le conseguenze di previsioni urbanistiche che avrebbero potuto determinare un rilevante incremento delle volumetrie edificabili, con il rischio di alterare gli equilibri esistenti e di non rispondere pienamente ai principi e ai requisiti propri della corretta pianificazione territoriale?

Su un altro punto riteniamo doveroso fare chiarezza. Ci riferiamo all’affermazione relativa agli “investimenti” effettuati da alcuni soggetti sul territorio, un’espressione che non deve prestarsi a interpretazioni diverse da quelle che le circostanze consentono.

È davvero questa l’idea di sviluppo che dovrebbe guidare il futuro di Castrolibero?

Un modello che avrebbe concentrato nuove e rilevanti volumetrie in alcune aree, arrivando a prevedere anche edifici di notevole altezza, con un impatto significativo sul territorio e sul paesaggio, mentre altre contrade avrebbero rischiato di subire una progressiva perdita di attrattività, con possibili ricadute anche sul valore degli immobili e sulla vitalità delle attività economiche locali?

Sviluppare un territorio non significa necessariamente costruire di più. Significa anche interrogarsi su dove, come e per chi si costruisce, e sugli effetti che determinate scelte producono sull’intera comunità.

Proprio per questo anticipiamo una nostra iniziativa finalizzata a verificare, nelle forme consentite dalla legge e nel rispetto della privacy, la natura e la consistenza degli interessi immobiliari eventualmente maturati nel tempo sul territorio, anche attraverso l’esame degli atti e delle risultanze catastali e delle relative transazioni, laddove accessibili.

La variante al PSC che abbiamo avviato vuole essere, prima di tutto, un atto di responsabilità e di massima trasparenza.
Per questo intendiamo coinvolgere concretamente tutti gli attori interessati attraverso l’istituzione di uno sportello dedicato e lo svolgimento di vere e pubbliche audizioni, affinché cittadini, tecnici, operatori economici e portatori di interesse possano contribuire al percorso di revisione.

Non vogliamo semplicemente modificare uno strumento urbanistico: vogliamo ridisegnare, con trasparenza e partecipazione, il futuro di Castrolibero, mettendo al centro l’interesse generale, l’equilibrio del territorio, la qualità dei servizi e le legittime aspettative dei cittadini.

Francesco Serra
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