Questa mattina a mente fredda cerchiamo di fare una breve analisi su quello che è stato tutto questo periodo che ha portato al voto i cittadini su un Referendum molto chiacchierato sui social e poco praticato nelle urne.

Almeno su Cosenza l’astensionismo è stato evidente. Non stiamo qui a scrivere numeri o altro questa vuole essere soltanto una breve fotografia su un voto che ha visto la vittoria del no contro un si “urlato” soltanto da Mario Occhiuto. Preferisco scrivere urlato perché ho visto il senatore Occhiuto ,ad un certo punto, da solo a portare la croce di un referendum che ha troppo personalizzato.
E quando si personalizzano i referendum si rischia di essere mediaticamente travolto. Un poco come successe a Matteo Renzi nell’ultimo referendum costituzionale nel 2016. I no di Rende e Castrolibero gonfiano il petto degli elettori e addirittura si è terminata la notte nelle due città con una grande sfilata in stile “vittoria mondiale”.
E in questo caso i politici che hanno messo la faccia non se la sono sporcata, anzi, è ritornata più pulita di prima. Sandro Principe e Orlandino Greco ,da sempre, sono accomunati dalla grande passione e l’amore per le loro città. Su questo non ci sono dubbi. Amministrare con amore, curare ogni singolo dettaglio e osservare tutte le criticità delle città è una caratteristica che indubbiamente i due politici hanno nelle loro corde. C’è chi dice si e c’è chi dice no…La campagna referendaria è stata portata avanti con manifestazioni negli hotel e non nelle piazze.
A dir la verità l’unico che ha riportato i suoi cittadini nella piazza è stato proprio il sindaco di Castrolibero, ma la comunicazione del si e del no non è stata una comunicazione a tappeto. Si è preferito il duro confronto politico, piuttosto di far camminare le slide con le spiegazioni anche tecniche dei vantaggi e degli svantaggi di un si o di un no. Ed è anche per questo motivo nelle urne c’è stata questa totale assenza. Scrutatori e presidenti di seggio hanno brindato perché il loro lavoro è stato un lavoro leggero e di certo non hanno dovuto affrontare la grande nottata. La città di Cosenza non è andata al voto.
La personalizzazione di Mario Occhiuto ha pesato molto e pur di fare un dispetto al senatore di Forza Italia molta gente ha preferito il non voto. Eppure il sindaco di Cosenza Franz Caruso era per il si, ma il suo “si” è stato sussurrato: votate si eh mi raccomando…ma piano piano. Franz a Mario avrà detto “Vai avanti tu che mi vien da ridere…”. Vedo cosi il titolo di questo pezzo. Perché un titolo può arrivare anche sul finale. E di solito è il più bello.
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