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Carlo Rinaldo

Cosenza-Rende e Castrolibero, Rinaldo (Comunità in partecipazione diretta): adesso avanti con l’Unione

Non siamo intervenuti per fare un referendum contro la Regione, ma per essere alternativi su una singola questione, tendere la mano ed essere propositivi. Con la maggioranza regionale, anzi, si condividono le ragioni per addivenire ad una cooperazione tra le tre diverse città, ma non si sono condivisi né il percorso, da approfondire,  né la forma.

Carlo Rinaldo
Carlo Rinaldo

Però si apprezzano del Governo regionale di Roberto Occhiuto il dinamismo, la competenza, la grande propensione al lavoro.  E l’attitudine al dibattito: per cui siamo convinti che ci siano ampi margini per rimodulare l’iniziativa e indirizzarla verso la Unione dei comuni.  La nostra logica è costruttiva, l’abbiamo definita come il famoso NO PEDAGOGICO CHE AIUTA A CRESCERE. Il No che condivide il senso della iniziativa di cooperazione tra città ormai uniche per un verso, anche e soprattutto per imboccare la strada della riduzione dei costi dei servizi alla popolazione attraverso la generazione di economie di scala.

MA, ATTENZIONE! CITTÀ  NON VICINE ANCORA NEL SENSO PIENO DELLA IDENTITÀ CHE VA COSTRUITA GRADUALMENTE. C’è bisogno di andare avanti, no  di stare fermi o riproporre il passato,  ma con un percorso più sequenziale per avere il tempo di acquisire maggiore identità  comune. Nel dibattito tra i SI’ e i No alla Fusione tra i Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero abbiamo assistiamo al solito  paradosso del monopolio  degli spazi alla sola vecchia politica, ai loro “discepoli” (giovani-vecchi politici) e  all’entourage di tifosi: per tifare andiamo, sempre, allo stadio San Vito-Marulla.

Eppure se fino ad oggi non si è mai arrivati a nessun tipo di collaborazione tra i tre comuni è proprio perché questi passati amministratori “NON HANNO MAI VOLUTO LAVORARE INSIEME”! Ma veramente si può pensare che la crisi economica-finanziaria dei Comuni italiani e quella sociale delle loro Comunità sia da attribuire alle gestioni dei soli ultimi 10/15 anni e non  venga da molto più lontano? In mezzo il resto dei cittadini, dei senza voce! Eppure tra costoro ci sono  validi professionisti, dirigenti, funzionari, lavoratori di tutte le attività, persone di cultura e associazioni che, guarda caso, sono sempre tenuti fuori a meno che non diventino supporter.

Non a caso il dato che DEVE FARE RIFLETTERE MAGGIORMENTE È L’ASTENSIONISMO al referendum sulla Fusione, il silenzioso ma deciso NO da parte di questa parte di popolazione che rappresenta la maggioranza.  Tra noi semplici cittadini e grazie alla nostra azione  è percepita da decenni la REALTÀ: LA GIA’ UNICA AREA URBANA! Non inferiore a nessun’altra area della Calabria né a tante altre aree del Sud, certo migliorabile con dei politici diversi (dove sono i veri partiti? Dov’è la formazione?). Il vero politico è chi riesce a percepire in prospettiva cosa potrà accadere in futuro ed ha il coraggio di intraprendere le azioni in questo senso.

E ragionando in prospettiva,  evidenziamo uno dei temi evitati, ma per noi il “TEMA DEI TEMI”: più che delle dimensioni degli Enti conta chi chi andrà ad amministrare dove si vota. Coloro che hanno già avuto ruoli in passato ed hanno amministrato contribuendo al declino dei nostri Comuni e chi da sempre saltella da un partito all’altro accasandosi momentaneamente dove ritiene sia più facile vincere, DEVONO FARSI DA PARTE. Non vogliamo restare fermi ai campanilismi che fino ad oggi hanno bloccato ogni tipo di servizi e attività insieme tra i tre comuni.

Valorizziamo il peso maggioritario degli astenuti e di chi ha detto No diversamente, in senso propositivo e di posizionamento in prospettiva. ANDIAMO AVANTI ma con passi più graduali con l’Istituto della Unione dei Comuni e con amministratori nuovi inclini all’aggregazione dei servizi tra Comuni e che siano propensi a scegliere di essere affiancati da professionisti di pari o maggiore qualità rispetto agli stessi amministratori e NON DA  “YES  MEN”!

 

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