La musica è sempre la stessa.
Il Cosenza fa 20 minuti da sballo con occasioni clamorose, tiri in porta e grande intensità di gioco e poi si spegne.
Artistico sbaglia troppo. Una punta in serie B non può sbagliare tutte quelle occassioni. E’ un peccato quasi mortale.
Ed è successo ancora una volta. In casa contro un Palermo che avanti si può permettere un arsenale con la coppia Brunori- J.Pohjanpalo, ma che all’inizio del match è apparso impacciato e timido.
Il Cosenza esce con un sonoro 0-3 e stordito Alvini cerca ,ancora una volta, di fare l’analisi della partita mettendo in evidenza appunto quei venti minuti obiettivamente belli e di grande qualità. Ma poi il nulla.
Dopo lo svantaggio i giocatori di Alvini sono caduti nella depressione più mandando in tilt un pubblico che ha perso ogni speranza.
C’è una canzone in curva Nord che racconta proprio il distacco dei tifosi rispetto alla partita e alle partite che sono tutte identiche.
Cosa fare?
La palla passa alla società e al direttore sportivo Delvecchio che questa volta dovrà trovare una soluzione.
Le partite sono ancora tante, ma sono sempre di meno. E lo spettro della retrocessione appare sempre più concreto.

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