Il rumore della macchina elettorale a Rende si fa sempre più forte. Mancano pochi mesi ormai alle elezioni amministrative ed escono i primi nomi di candidati. In città praticamente è iniziato un balletto nei bar, nelle pizzerie e in tutti quei luoghi dove avvengono gli incontri del “…lo sai che mi candido…ma riesci a darmi una mano?”.

La campagna elettorale è indubbiamente una bella boccata d’ossigeno per chi ha qualcosa da far mangiare e bere. Si muove l’economia in città ogni ora, minuto, fino a tarda sera. Una mano, due mani, si cercano mani, pacche sulle spalle, abbracci, si cercano soprattutto candidati. Ed è li che il tempo stringe. Formare la lista giusta, quella che prende voti, la lista che fa volare il candidato a sindaco. La lista di chi prende anche un solo voto, zero, insomma un nome un cognome da mettere dentro.
Ma quanti candidati a sindaco ci saranno su Rende in questa competizione elettorale? Dalle prime battute sembra che la storia si ripeterà. Come ogni competizione che si rispetti, anche quest’anno, si va verso una candidatura multipla. Perché in molti nella “Valle del Medio Crati” hanno questa grande “autostima” per una candidatura a sindaco “più che meritata”. Se non sono io, chi può essere…Poi ci sono quelli che invece fanno finta di non volere scendere in pista e si fanno corteggiare fino alla fine. Sono quelli che hanno più esperienza, sono i classici candidati del “io vorrei ma adesso non posso…”. E poi.. eccome se possono, ma vanno osannati, quasi deve essere un coro cosi forte da non poterne fare a meno di scendere per l’amore della città.
I partiti su Rende hanno sempre meno potere e il civismo la fa da padrona. Un civismo che quest’anno deve fare i conti anche con l’orgoglio e l’appartenenza. Perché non serve soltanto dire che sei civico, ma devi in qualche modo fare capire al tuo elettore che Rende resterà Rende. Come nome, come simbolo, come storia. Anche perché il primo tentativo per unire Cosenza e Rende è andato a vuoto e non conviene a nessuno promettere una città unica. Adesso come adesso si perderebbe un voto e almeno sulla carta non è un argomento convincente.
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