Come i grandi eventi all’hotel San Francesco di Rende, la gente si è accalcata almeno due ore prima dell’inizio di una giornata importante.
Una giornata importante per la politica rendese, importante per gli equilibri di un centrosinistra confuso, importante per sapere se Sandro Principe scioglie le riserve o meno sulla sua candidatura, importante per entrare finalmente nel vivo di una campagna elettorale che si annuncia difficile, ma affascinante.
Ed eccolo il popolo dello Zar di Rende, un popolo numeroso, sorridente e desideroso di sapere “ma quando arriva???”.
Tra questa folla di giovani, meno giovani e anziani ci sono dei giocatori della nazionale lituana under 19 che rientra in albergo e i loro occhi sono meravigliati da tanto chiasso.
Fotografi, giornalisti, addetti ai lavori, sono tutti pronti per accogliere l’arrivo di un Sandro Principe che si presenta alle 18.10 dentro ad una Panda bianca.
Una macchina piccola, piccola, semplice, semplice, Sandro Principe scende dall’auto e viene, da subito, assalito dalle domande dei colleghi: “vi prego… fare la sintesi con voi qui è riduttivo. Entrate dentro che farete un grande pezzo…”.
Siamo tutti dentro in una sala che vede il ritorno di gente che per 8 anni è stata davanti alla porta dell’ex sindaco di Rende Marcello Manna (tra questi ci sono dei consiglieri comunali di quella maggioranza come Luigi Superbo e Concetta Brogno e un assessore, Domenico Ziccarelli), che vede gli affezionati orgogliosi di riveder tanti cavalli di ritorno, che vede i compagni socialisti presenti: Giacomo Mancini, Enzo Paolini e Salvatore Magarò, che vede imprenditori importanti della città, liberi professionisti, costruttori, insegnanti scolastici, una platea, insomma, ricca di quella parolina magica che in campagna elettorale è conosciuta come “portatori di voti”.

Ci sono gli innamorati di Sandro Principe.
Quelli che non l’hanno mai abbandonato, quelli che non l’hanno mai tradito, quelli che in fondo ci hanno sempre creduto.
Non ci sono gli altri. Non c’è Mimmo Talarico, Amerigo Castiglione, Pierpaolo Iantorno, Mario Bartucci, Mario Rausa e naturalmente gli esponenti di un Pd che in fondo gli avevano chiesto un passo indietro, ma questa sera come da previsione Sandro Principe ha fatto due passi avanti.
Non perde tempo Sandro. Si siede in prima fila, ma giusto per qualche fotografia di rito ancora e sale subito sul palco: “mi avete accolto come una star, ma io sono soltanto un uomo pieno di passione politica, innamorato della Calabria, innamorato della mia città”.
Sandro Principe parla a braccio toccando vari punti e includendo la sanità, il trasporto e le infrastrutture. Parla della sua Rende costruita con tanto amore, di un centro storico con le chiese costruite tutte dal suo comune, di un centro storico “dove non è mai caduto un calcinaccio”, di un centro storico dove “i cittadini molte volte sono apatici perché avevano il potere troppo vicino…”.
La sua Rende “deve ritornare al centro di un’area urbana con cui si deve dialogare e affrontare i problemi insieme”.
E sulla sanità non parla di ospedale su Rende, ma lancia un nuovo messaggio “intanto bisogna rinforzare l’Annunziata e far camminare insieme la sanità pubblica con la privata. Solo cosi si possono ridurre le liste d’attesa”.
E su questo passaggio, Filomena Greco, presente in sala applaude convinta.
Sui trasporti invece tiene a sottolineare che “si può riprendere il progetto della metropolitana veloce” e sulle infrastrutture “massima attenzione sugli svincoli autostradali di Montalto e di Cosenza Sud”.
Tocca tanti argomenti, ma non vuole approfondire più di tanto “perché non voglio scendere nel tecnico e poi su tanti argomenti bisogna vedere quello che andremo a trovare per poi piazzare la ricetta giusta”.
E’ un Principe che parla poco in fondo del passato e si proietta nel futuro ponendo l’attenzione “sulle contrade che devono essere curate alla perfezione. Io non le chiamo periferie, io le chiamo contrade…”.
E poi e poi e poi… arriva la sua frase che fa capire chiaramente la sua candidatura a sindaco “mi è arrivato questo grido di dolore della gente da dicembre, mi dicono di dare un contributo, ma io come faccio a dire no a tutte queste persone…???”.
Applausi ancora applausi e sul finale arriva la notizia della candidatura a sindaco ritirata da Pierpaolo Iantorno. Quindi, due più due non può fare che quattro…
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