E arrivò il giorno di Marco Ghionna. Doveva essere una conferenza stampa riservata ai giornalisti, ma si sa, la curiosità di ascoltare il candidato a sindaco di Rende di tutto il centrodestra è tanta ed eccola che la sala al primo piano Museo del Presente si riempie di candidati al consiglio comunale, amici e simpatizzanti e naturalmente di giornalisti e fotografi. Una spinta notevole di affetto e calore per un Marco Ghionna che al tavolo è ben accompagnato.
E si nota subito che questa volta la politica non fa il passo indietro e mette la faccia. A Rende non si vedeva un centrodestra cosi unito, soprattutto, con i simboli di partito da troppi anni. E di questo il candidato Ghionna è felice ,anche perché, avere accanto Gianluca Gallo, Katia Gentile, Rosaria Succurro, Riccardo Rosa, Angelo Brutto vuol dire già tanto. E in sala anche la consigliera regionale Luciana De Francesco, Luca Morrone e Pietro Santo Molinaro. Uniti e compatti perché la figura di Marco Ghionna piace “come professionista con esperienza in campo amministrativo, un candidato di qualità, un candidato che non ha scheletri nell’armadio, un candidato pieno di passione che sviluppa ragionamenti politici importanti…”.

E’ quello che in sintesi dichiarano i suoi compagni di viaggio di una mattina iniziata puntuale che ha visto in sala anche ex consiglieri comunali di maggioranza come Chiara Lolli, Giovanni Gagliardi, Rachele Cava e Francesco Corina e anche uno di opposizione, Enrico Monaco. Una fotografia non tanto sfocata, una fotografia che inizia lentamente a prendere l’immagine di un poster. La candidatura del presidente dell’Ordine degli Ingegneri, infatti, sta iniziando ad avere tra la gente, ma anche tra i politici di professione un peso specifico da non prendere assolutamente sottogamba. E Marco Ghionna quando prende il microfono riesce ad incantare e a spegnere ogni tipo di mormorio di curiosi e scettici: “Sono pronto, sarò al servizio dei cittadini con poche parole e fatti concreti. Sfido 45 anni dopo una persona che era sindaco quando avevo 5 anni…”.
E fin da subito vuole mettere le cose in chiaro vedendo “un Comune con le porte aperte e con un lavoro costante sei giorni su sette dalle 8 del mattino alle 22.00 della sera, poi se permettete, la domenica la conservo per il Signore”. Ma che città vede Ghionna ed eccola l’analisi dettagliata a volte anche un poco troppo tecnica, ma sintetica e precisa “voglio vedere una città che diventi all’avanguardia in termini sociali e di vivibilità. Affronteremo questa sfida con competenza. Dobbiamo trovare la forza di fare i conti con il futuro. Rende non può permettersi più una discontinuità amministrativa.
Sarà molto importante lo sviluppo a nord tra la locomotiva Unical, il nuovo ospedale e lo svincolo di Settimo. Queste sono idee programmatiche, non visioni e vanno accelerate il più possibile senza divisioni su chi taglia il nastro”. Dalle sue parole emerge la figura di un candidato pragmatico, semplice e con poca voglia “di fare chiacchiere”. Si può e non è un sogno fare di Rende “ una Silicon Valley come è avvenuto in Sicilia, anche perché, le sfide del futuro di certo non sono i Pau scaduti”. E quando arriva la domanda se è felice al tavolo di avere tanta politica, Ghionna risponde senza esitazione: “sono soddisfatto.
I partiti devono far politica sul territorio. Ricordo che senza pesi e contrappesi l’anarchia regna sovrana”. D’altro canto quando parla di civismo specifica che “con le contaminazioni Rende è cresciuta. Noi ci apriamo a tutti al di là degli steccati ideologici e delle gradazioni di colori”.
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