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Cosenza, conclusa la II edizione del convegno “L’appropriatezza prescrittiva e la farmacovigilanza nella governance farmaceutica”

Il Convegno “L’appropriatezza prescrittiva e la farmacovigilanza nella governance farmaceutica”, giunto, quest’anno, alla seconda edizione, è stato promosso dalle dr.sse Rita Francesca Scarpelli e Brunella Piro, rispettivamente Dirigente della Unità Operativa Complessa Servizio Farmaceutico Territoriale e Direttore della Unità Operativa Dipartimentale di Farmacovigilanza dell’ASP di Cosenza e Responsabile scientifico del Centro regionale di Farmacovigilanza.

Nell’ambito del tema dell’appropriatezza affrontato all’interno del simposio di aggiornamento, è stata approfondita la problematica dell’antibiotico-resistenza, con la partecipazione di componenti del Gruppo del PNCAR regionale che si sono confrontati con l’esperienza della regione Campania. L’antibiotico-resistenza rappresenta un problema globale che impegna i governi e richiede la cooperazione sinergica degli operatori sanitari in alleanza con il cittadino-consumatore. L’abuso o l’uso inappropriato, inducono lo sviluppo di nuove resistenze nei microrganismi, rendendo inefficaci i trattamenti terapeutici ad oggi disponibili. Evidenziato anche il ruolo della microbiologia nella sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza e nello screening microbiologico in ambiente ospedaliero, strumento strategici di attuazione del Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-resistenza.

Dr.sse Brunella Piro e Rita Scarpelli

L’antibiotico-resistenza impatta in modo significativo sia in termini di costi sanitari che sociali. I pazienti affetti da infezioni resistenti tendono ad avere gli esiti clinici peggiori, richiedendo più risorse per il trattamento, legate sia all’utilizzo di farmaci più costosi che a ricoveri ospedalieri più prolungati. Il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) per gli anni 2022-2025, indica un approccio multidisciplinare e una visione One Health, nel ridurre l’uso eccessivo di antibiotici, migliorare la sorveglianza delle infezioni resistenti, e promuovere una maggiore consapevolezza tra i professionisti sanitari e la popolazione generale.

L’incontro che si è aperto con una Lettura del prof. Francesco Calimeri sull’Intelligenza artificiale applicata nell’ambito farmaceutico è stata l’occasione per fare il punto sui Registri di monitoraggio AIFA e sul Sistema Informativo Regionale per la prescrizione dei Piani terapeutici online, quest’ultimo in funzione da pochi mesi: strumenti, entrambi,  di verifica oltre che dell’appropriatezza e della sicurezza prescrittiva anche dell’uniformità di accesso alle terapie su tutto il territorio regionale e del monitoraggio della spesa farmaceutica.

Appropriatezza prescrittiva e farmacovigilanza – ha sottolineato la dr.ssa Scarpelli nel suo intervento – sono elementi chiave della governance farmaceutica, che garantiscono il contenimento della spesa e la sicurezza di somministrazione dei farmaci, dunque l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità del sistema sanitario.”

Aspetti interconnessi che trovano declinazione nell’articolazione del monitoraggio – registri AIFA, Piani Terapeutici, Programmi regionali e aziendali – e nella Rete di Farmacovigilanza.

“I Registri di monitoraggio AIFA – ha relazionato la dr.ssa Scarpelli – sono strumenti innovativi introdotti dall’Agenzia Italiana del Farmaco con lo scopo di verificare l’appropriatezza prescrittiva nelle primissime fasi post-marketing della vita di un farmaco. Attraverso la piattaforma web-based viene gestita la prescrizione e la dispensazione dei medicinali rimborsati dal SSN, coniugando appropriatezza prescrittiva, efficacia e controllo dei costi, in un network nazionale che coinvolge diverse figure di tipo regolatorio, clinico e amministrativo per la gestione di farmaci innovativi e ad alto costo: AIFA, referenti regionali, strutture sanitarie, medici, farmacisti e aziende farmaceutiche”.

Nella governance farmaceutica resta centrale la Rete di Farmacovigilanza “che consente – ha sottolineato la dr.ssa Piro – di rilevare potenziali segnali di allarme relativi all’uso dei farmaci. Attraverso la segnalazione delle sospette reazioni avverse è possibile avere informazioni relative alla sicurezza dei farmaci nel loro impiego in real world”.

“Le Regioni – ha sottolineato la Responsabile regionale del Centro di Farmacovigilanza – svolgono un ruolo di coordinamento locale e di interfaccia con l’Agenzia regolatoria fondamentale all’interno della Rete Nazionale di Farmacovigilanza anche in relazione alle attività di formazione del personale sanitario tutto, con specifico riferimento a quello direttamente impegnato sul territorio nelle attività di farmacovigilanza (Responsabili locali delle AO, ASP), oltre che di informazione/divulgazione. I Piani nazionali e la normativa di riferimento della farmacovigilanza indicano un approccio integrato e collaborativo in primis con i medici e operatori sanitari tutti, in quanto parte del sistema di farmacovigilanza, che devono segnalare tutte le sospette reazioni avverse di cui vengano a conoscenza nell’ambito della propria attività, ma richiama anche il concetto di alleanza con il paziente/consumatore finale che, può autonomamente segnalare le reazioni avverse in esito all’utilizzo di un farmaco”

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