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Amministrative Rende, Catera (Forza Italia): “Marco Ghionna è una scelta di campo per la legalità”

Se le logiche imperialiste di chi si dice riformista ma chiede un voto plebiscitario si pongono come imposizioni, la figura di Marco Ghionna, 50 anni, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, è l’unica emersa da una interlocuzione seria tra forze politiche: il risultato della ricerca per l’individuazione del miglior profilo possibile. Un tecnico preparato che conosce la politica e soprattutto l’amministrazione. La sua serietà e moderazione sono note a tutti: è la scelta migliore per il futuro della città di Rende. Rappresenta il cambio di passo decisivo per cavalcare con pragmatismo le sfide epocali che nelle politiche comunitarie, nazionali e regionali vengono comunemente chiamate ‘transizioni’. E in vista delle partite importantissime che riguarderanno la città di Rende (il nuovo Policlinico Universitario fra tutte) la sinergia ed il supporto di ogni livello istituzionale è fondamentale: la vicinanza alla maggioranza di Governo, alla Giunta regionale e alla Presidenza della Provincia è decisiva. Non aver bisogno di bussare alla porta col cappello in mano è la grande forza della compattezza.

Francesco Catera

I cittadini sono chiamati ad una scelta che segnerà la vita amministrativa dei prossimi anni di un comune che è stato mortificato e che deve ritrovare la strada della trasparenza, della legalità, delle buone pratiche amministrative. Perché non possiamo permetterci – per il futuro di chi è residente in questo comune e per quello di chi lo sarà – di perdere l’aderenza al principio della legalità, per noi e per le generazioni che verranno e che magari neanche ci vedranno più protagonisti politici. Il centrodestra di governo che si presenta alle elezioni amministrative con i simboli di partito e il tricolore in ognuno di questi, sa bene che “politica” è servizio per la collettività e che se vissuta col solo fine del consenso personale ed unicamente per la propria cerchia ristretta potrebbe anche dare soddisfazione al proprio egoismo nel breve periodo, ma non lascia traccia per il futuro. E la Rende dei ruoli e delle rendite vitalizie di chi l’ha considerata per 40 anni cosa privata, raccogliendo in eredità un trono ed una corona che son diventati familismo, ne è rappresentazione plastica e dimostrazione di chi poteva fare e non ha fatto, di chi poteva far bene e troppo spesso ha fatto male. Infatti, la nostra sfida comincia da una macchina amministrativa che oltre le questioni prettamente finanziarie presenta alla nuova amministrazione un debito di tipo morale, anche e soprattutto nei confronti delle future generazioni. Quindi, in un programma elettorale ricco di proposte e misure concrete, la piú grande promessa di Marco Ghionna e della coalizione che lo sostiene è un patto morale con i cittadini di impegno, trasparenza e legalità.

Da un lato, un tipo di degenerazione politico-istituzionale di una certa vecchia sinistra che ha fondato la carriera sulla concezione privatistica della cosa pubblica: la cura degli interessi di pochi travestiti da romanticismo identitario. Un modo di intendere la politica e la cosa pubblica veramente poco edificante di chi, in barba al principio democratico del confronto, decide di rifiutare ogni dibattito pubblico, di schernire i giovani impegnati – anche i propri – con una definizione paternalistica di ‘giovanotti’. Dall’altro lato, invece, la forza delle idee, della concretezza dei programmi, delle liste giovani ed immacolate e di candidati che fondano la propria credibilità sulla preparazione e sulla storia delle loro vite, del loro impegno politico, sociale, della dedizione e della professionalità nei propri studi e nel proprio lavoro; la forza dell’attenzione ai giovani e al collegamento tra l’Università, fiore all’occhiello della comunità, e la seconda area industriale della regione. La forza dell’azione contro la stagnazione e l’appiattimento amministrativo, contro l’arroganza istituzionale e la lottizzazione che permea un agire politico di stampo marcatamente feudale, simbolo dell’ancoraggio ad un passato che incarna ideologicamente la memoria storica di stagioni pubbliche di clientelismi ed aree di influenza coltivate a suon di contentini.

Rende non può rimanere al millennio scorso e alle pratiche vecchie di una politica che non fu. C’è un’alternativa al cannibalismo privatistico della cosa pubblica e non si può votare facendo il proprio disinteresse perché il passato non si può cambiare ma il futuro si.
Marco Ghionna Sindaco di Rende è una scelta di campo. Quella giusta.

Così, in una nota, Francesco Catera, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia Giovani.

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