“Libertà non è uno spazio libero, libertà non è il volo di …” 4 o 5 promotori di lunghe “lenzuola” di ingarbugliati, per il ceto medio, quesiti referendari. LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO ANCHE LA POSSIBILITÀ CHE DÀ UN PAESE COME L’ITALIA DI RACCOGLIERE LE FIRME PER POI INDIRE UN REFERENDUM con relativi costi di sostenimento a carico delle casse dello Stato.
Che potevano essere devoluti a qualche altra necessità pubblica visto che, a posteriori, anche molti dei sostenitori affermano che il non raggiungimento del quorum era previsto. Ma libertà e democrazia SONO ANCHE LE POSSIBILITÀ CHE L’ITALIA, CON TUTTI I SUOI LIMITI, DÀ, “VIVA DIO!”, DI POTER ASTENERSI DAL VOTO perché non si intuiscono agevolmente, come spesso accade, i quesiti dei referendum o semplicemente perché non si è d’accordo con questi.

E si scegli di andare al mare o in montagna o “di restare in panciolle” al refrigerio dell’aria condizionata della propria casa. L’italiano medio, tanto vituperato da questi “radical chic” con i soldi dei paparini e dello Stato che consente democraticamente queste ed altre iniziative finanziate, si chiede: “PERCHÉ MAI SPENDERE TUTTI QUESTI SOLDI PUBBLICI PER UNA CONSULTAZIONE CHE ESSI STESSI DEFINISCONO INCONCLUDENTE IN PARTENZA?”.
Allora, intanto il primo messaggio a questi che si ritengono “superiori”, con soldi non propri, è che la possibilità di fare gli anticonformisti e di potere definire l’Italia “illiberale” è data proprio da questo Stato dai principi democratici e liberali anche se le pratiche, certamente, non sempre seguono questi dettami, come nella normalità della imperfezione della natura umana.
L’altro messaggio è che L’ITALIANO MEDIO È MOLTO MEGLIO DI QUELLO CHE VOGLIONO FAR CREDERE COSTORO “SACCENTI” che si nascondono dietro una maschera ideologica che può far presa su alcuni. LA CULTURA E I DIRITTI NON HANNO UN COLORE POLITICO! Il referendum è stato un flop clamoroso: è stata la celebrazione dell’incomprensibilità politica, un esercizio scollegato dalla realtà quotidiana degli italiani, che ormai non ne possono più di slogan, diritti a comando e battaglie simboliche.
IL POPOLO SI È ESPRESSO! Semmai la misura di una maggiore civilizzazione potrebbe essere data dall’esempio personale dei promotori che in conseguenza del “clamoroso fallimento” SI SAREBBERO GIÀ DOVUTI DIMETTERE (che chimera!). Altra missiva è quella che QUANDO SI DEVONO PROPORRE O MODIFICARE LEGGI CON ASPETTI MOLTO TECNICI, È IL CASO DI SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE e che dunque costoro che hanno i privilegi (anche economici) di occupare gli scranni più rappresentativi della Repubblica (con una legge elettorale di nominati da cambiare immediatamente!) facciano ancora meglio il proprio lavoro, OCCUPANDO PIÙ TEMPO A QUESTO E MENO ALLA PROPAGANDA politica.
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