Di Anna Maria Ventura
Il Comune di Casali del Manco, da sempre attento alla crescita culturale del territorio, propone un evento dal forte valore simbolico e civile: la presentazione del libro “Il richiamo della strada – Storia del non vedente che rivoluzionò l’ingegneria”, di Michele Mele, Edizioni Efesto.

Sarà presente l’autore. L’iniziativa rientra nella più ampia visione dell’Amministrazione guidata dalla sindaca Francesca Pisani, che punta con decisione su una cultura accessibile, formativa e inclusiva, capace di valorizzare ogni persona, a partire dalle fragilità.
L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice della Biblioteca Comunale e coinvolgerà numerosi protagonisti del mondo scolastico e culturale del territorio, in un dialogo profondo tra storia, disabilità, scienza e diritti.
“Il richiamo della strada. Storia del non vedente che rivoluzionò l’ingegneria” è la seconda opera di Michele Mele, pubblicata da Edizioni Efesto nel 2023. Il testo racconta la vita straordinaria di John Metcalf (1717–1810), meglio conosciuto come Blind Jack, figura realmente esistita nella Inghilterra del tardo Settecento. Divenuto cieco a sei anni per via del vaiolo, Metcalf non solo non si arrese al destino, ma divenne musicista, imprenditore, campione sportivo, contrabbandiere e primo ingegnere stradale della storia. Fu un pioniere nella costruzione di strade e ponti in un’epoca in cui nemmeno si immaginava che una persona cieca potesse occuparsi di ingegneria e lavori pubblici.
Senza alcuna formazione formale, guidato dall’intuito, dalla memoria e da un’acuta percezione dello spazio, costruì oltre 290 km di strade, ancora in parte esistenti, e contribuì in modo decisivo allo sviluppo delle infrastrutture locali. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo sfidare il buio, trasformandolo in visione. Importante nella sua vita il contesto familiare e sociale, fortemente inclusivo, che lo ha sempre avuto in grande considerazioni per le sue capacità e doti intellettive, senza mai fargli pesare la sua cecità.
L’autore del libro è Michele Mele, matematico, ricercatore universitario e divulgatore scientifico. Ha perso la vista a causa di una malattia degenerativa degli occhi, ma ha trasformato la propria esperienza personale in motore di azione culturale e civile. Dopo la laurea in Matematica a Salerno, ha conseguito un dottorato in Scienze Matematiche e Informatiche presso l’Università Federico II di Napoli, attualmente è ricercatore in Ottimizzazione Combinatoria, Storia e Didattica della Matematica presso l’Università del Sannio, nel Dipartimento di Ingegneria.
Ma Mele non è solo un accademico: è anche Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, attivo in progetti internazionali come Science in Braille, sostenuto dalle Nazioni Unite e dal Royal Academy of Science International Trust, e promotore dell’iniziativa “Accessibilità all’Arte” per il Touring Club Italiano. La sua produzione scientifica si accompagna a una riflessione civile profonda sulla disabilità e sull’accesso universale alla conoscenza.
Nel suo pensiero, la disabilità non è un ostacolo ma un punto di partenza per ridefinire i concetti di normalità e possibilità. Secondo Mele, l’inclusione non è concessione, ma diritto, e riguarda la ridefinizione dell’intero sistema educativo, culturale e produttivo: “La società non sarà veramente civile finché non darà spazio a tutti i suoi cittadini, valorizzandoli nella loro unicità”, afferma in una recente intervista.
Per Mele, la cultura, quindi, non è un privilegio di pochi.
In quanto persona non vedente, Mele rifiuta ogni narrazione pietistica: la disabilità non è una mancanza, ma una forma differente di esperienza del mondo. La cultura deve valorizzare la diversità come risorsa creativa, non come ostacolo.
Fare cultura significa anche assumersi una responsabilità etica. Scrivere, insegnare, spiegare non è solo trasmettere informazioni, ma contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, più aperto, più umano.
In tempi di superficialità e appiattimento del pensiero, Mele vede nella cultura una forma di resistenza, uno strumento per difendere la complessità, il dubbio, la riflessione profonda, un diritto universale, e quindi deve essere resa accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche o sociali. In questo senso, l’educazione è anche un atto politico e morale.
Rifiuta la separazione tra “due culture” (umanistica e scientifica): la matematica non è solo tecnica, ma anche linguaggio universale del pensiero e della bellezza. La cultura, secondo Mele, è unitaria e la conoscenza è completa, solo quando è integrata da più prospettive. Fare cultura significa assumersi una responsabilità etica, partendo dal concetto che la disabilità non è mancanza, ma una forma differente di esperienza del mondo. La cultura deve valorizzare la diversità come risorsa creativa, non come ostacolo.
L’evento acquista un valore ancora più urgente nel contesto globale odierno, in cui le politiche di inclusione vivono una fase di forte ambivalenza. Se da un lato, in molte nazioni si sono registrati progressi — come l’approvazione di normative inclusive, tecnologie assistive e il diritto all’istruzione universale — dall’altro si assiste a un preoccupante ritorno a logiche selettive, specie nei contesti di crisi economica o migrazione.
Il rischio attuale è quello di trasformare l’inclusione da valore strutturale a semplice gesto simbolico, limitato a eventi episodici e non radicato in politiche sistemiche. La storia di John Metcalf e l’esperienza di Michele Mele offrono invece una visione opposta: quella di un’inclusione che arricchisce l’intera comunità, poiché crea spazi più giusti, più creativi, più umani.
A discutere i temi del libro e il messaggio inclusivo che veicola, interverranno personalità altamente rappresentative del mondo scolastico calabrese.
Loredana Giannicola, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Ambito Territoriale di Cosenza. Figura di riferimento per la scuola calabrese, la sua presenza conferma l’attenzione delle istituzioni educative ai temi della cultura e dell’inclusione, offrendo uno sguardo autorevole e aperto sul ruolo formativo della scuola nella società contemporanea.
Assunta Morrone, Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Mendicino, è anche poetessa e scrittrice. Unisce alla sua competenza gestionale una profonda sensibilità letteraria, promuovendo un modello educativo basato su empatia e creatività.
Loredana Lamacchia, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Alighieri-Bandiera” di San Giovanni in Fiore, è punto di riferimento per progetti educativi volti all’accoglienza delle diversità e all’integrazione piena degli studenti con bisogni speciali.
Andrea Codispoti, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Casali del Manco–Pietrafitta”, si distingue per l’attenzione alle sinergie tra scuola e territorio, promuovendo una cultura della cittadinanza attiva e della partecipazione.
Elvira Servidio, docente di sostegno, è anche coordinatrice del progetto “Mettiamoci in gioco”, un esempio virtuoso di didattica cooperativa che valorizza ogni alunno, senza distinzione di abilità o condizione.
A moderare l’incontro sarà Anna Maria Ventura, già docente di Lettere Classiche nei Licei, autentica figura di divulgatrice di cultura, nota per capacità intellettuali e sensibilità umanistica.
I saluti istituzionali saranno porti da Francesca Pisani, Sindaca di Casali del Manco.
L’Amministrazione Comunale conferma così il suo impegno per una cultura viva, radicata nel territorio ma aperta al mondo. La scelta di promuovere un evento che incrocia letteratura, scienza e inclusione riflette una visione lungimirante e umanistica, che mette la persona al centro e scommette sulla formazione come motore di equità e progresso.
Un incontro da non perdere, per ascoltare, riflettere e — come John Metcalf — imparare a costruire strade dove molti vedono solo ostacoli.
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